domenica 7 luglio 2013

Cultura, questo "pericoloso" nemico!

Leggo molti libri, scelti tra romanzi storici, gialli, thriller, fantasy, fantascienza (oggi c’è da distinguere anche tra urban fantasy e paranormal romance che farebbe accapponare la pelle a Edgar Allan Poe, a Le Fanu, a Stoker e ad altri grandi scrittori di libri horror)libri di poesie e saggi.
Ultimamente ho dedicato la mia lettura al libro La cultura si mangia di Bruno Arpaia e Pietro Greco.
Gradirei, volentieri, avere per colazione la pubblicazione di un libro di un bravo scrittore, per pranzo una mostra pittorica con pensieri allegati e per cena un’esposizione fotografica allestita in un locale con graffiti sulle pareti. Come spuntini (che nella dieta mediterranea sono necessariamente due) delle invenzioni creative, il tutto accompagnato da una sana musica in sottofondo, mentre guardo una rappresentazione teatrale.
Ed invece, in Italia, si fa dieta di cultura, grazie a Tremonti che ha aperto le danze ai tagli!!!Perché secondo il commercialista di Sondrio, quand’era ministro dell’Economia, “Con la cultura non si mangia…Di cultura non si vive, vado alla buvette a farmi un panino alla cultura e comincio dalla Divina Commedia”. Se questa era un battuta a me non ha fatto ridere!
E pensare che c’è molta gente che la pensa alla stessa maniera, solo perché la pigrizia incombe su di loro…ma anche l’ignoranza!
Ed infatti poi dobbiamo sentire le assurdità dei molti ignoranti che compongono il Parlamento italiano, come Amalia Schirru, del Partito Democratico (teoricamente laureata in Pedagogia, ma molto teoricamente) che alla domanda di Sabrina Nobile delle iene, “Cos’è una sinagoga”, risponde “E’ il luogo di culto che le donne musulmane…frequentano per pregare il loro Dio”, “E che Dio si prega in sinagoga” continua la Nobile, “Maometto oppure Allah…”, “E dove si trova Gerusalemme? E’ capitale di quale stato?” “Palestina”, afferma la dottissima deputata (tratto dal libo La cultura si mangia! di Bruno Arpaia e Pietro Greco). E che dire dell’onorevole Marialuisa Gnecchi, sempre del PD, con maturità classica, che alla domanda della Nobile, “Chi è Netanyahu?”, risponde “Rappresenta l’Iran…”, ed alla domanda “Chi era Mao?”, “Mao è stato il presidente della Cina e quindi ha avuto un ruolo in termini significativi nella storia del mondo”.
Ma stare zitti anziché parlare no?!?
E la cultura non serve?Siete sicuri?
Nel libro (La cultura si mangia) si sottolinea che nel “Parlamento della scorsa legislatura” (visto che il libro è di quest’anno, 2013, la scorsa era la XVI e cioè il governo Monti)”c’erano meno laureati che in quello post-unitario e del primo Novecento. All’Assemblea Costituente, nonostante la guerra avesse ostacolato la frequenza all’università, era laureato il novantadue per cento dei parlamentari: fino allo scorso febbraio la quota si era inabissata al sessantaquattro per cento.
Leggendo questo libro ho capito molte cose ed in me si è formata una grande delusione, nei confronti della maggior parte del popolo italiano, nei confronti di chi non reputa la cultura necessaria, nei confronti di chi non legge liquidando colui che domanda “come mai?”, con un “non ho tempo”!
Delusione che non viene ripagata dai tanti che invece, nonostante il lavoro, la famiglia, decide di dedicare un po’ del tempo libero alla lettura (e non alla televisione diseducativa), perché le persone che lavorano (o vorrebbero lavorare) con la cultura non hanno spazio in Italia.
Ecco giustificata la fuga di cervelli all’estero!!!
Bruno e Pietro scrivono, “Prendiamo un caso concreto, un nostro amico italiano che abita a Parigi da quasi trent’anni e che, come molti di noi, vive mettendo insieme i pezzi di lavoro intellettuale:collabora con riviste e quotidiani italiani e francesi, traduce saggi e romanzi, scrive libri, è consulente di case editrici, magari fa qualche ora di lezione nelle università. Se vivesse in Italia, l’unico beneficio fiscale e previdenziale di cui usufruirebbe sarebbe quello di pagare le tasse sul 75 per cento dell’imponibile nei casi in cui lavora a “diritto d’autore”. In Francia, invece, il nostro amico, può accedere a “residenze” per autori e traduttori, a numerosissime borse di studio e di lavoro per creativi di ogni tipo e specie, usufruisce di aiuti alla traduzione o alla messa in scena di opere teatrali o cinematografiche, e di interventi coordinati da un ministero della Cultura che non viene affatto considerato di serie B. Se scrive un articolo per un giornale francese, riceverà la sua quota di tredicesima, di ferie e di contributi previdenziali e assicurativi versati automaticamente dal committente.”

In Francia i creativi sono trattati bene, come lo sarebbero nei paesi cosiddetti BRICS (e cioè in Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), nei nuovi paesi emergenti che stanno investendo in cultura!Tra questi c’è anche la Corea del Sud.
L’Inghilterra, la Francia, la Spagna, la Germania, gli Stati Uniti ed il Giappone tentano di recuperare investendo di più!E l’Italia?…E’ ferma!!!
La cultura è conoscenza!!!La cultura stimola la creatività!Come pensate siano stati inventati la televisione o il cellulare, ad esempio?
La fantasia dalla quale deriva la creatività è colore ed invece si vedono sempre più persone di un grigio sbiadito!Non ci si sforza più. La fantasia è stata esiliata, quasi fosse un male, ed invece è la chiave della felicità, del benessere, ma in pochi ormai lo capiscono!
Si dev’essere creativi davvero, non tanto per dire e per esserlo veramente ci si deve distinguere, non solo cambiare una virgola a quello che già c’è o che già è stato fatto da altri in passato!!!
E, cosa importante, si devono sostenere questi creativi e non farseli scappare!!!

Marianna Di Felice



Articolo scritto per iltempolastoria.it

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