venerdì 15 novembre 2013

Katherine Howe: tra ricerche occulte e romanzi storici




Katherine Howe vive in Massachusetts, si è laureata in Art history and philosophy alla Columbia University e ha iniziato a scrivere romanzi mentre lavorava alla tesi di dottorato sull’American e New England Studies della Boston University. 
Per fuggire allo stress decide di scrivere una storia sul pensiero dei coloni riguardo la stregoneria, sulla loro reazione rispetto a questa oscura e diabolica pratica, denunciando anche le morti inutili di questa funesta caccia, portata avanti da un’isteria di massa.
 
La famiglia della Howe, molto tempo fa, si stabilì in Essex County, Massachusetts, e nel 1620, durante il periodo della caccia alle streghe, due parenti furono accusate di stregoneria: Elisabeth Proctor (sospettata) e Elisabeth Howe (condannata a morte).
Katherine Howe ha condotto molte ricerche storiche per il suo libro che si legge facilmente perché scritto in maniera semplice ed efficace.
 Ho letto Le figlie del libro perduto perché il tuo romanzo mi chiamava dallo scaffale, era più forte di me e son rimasta contenta quando ho finito di leggerlo. Mi è piaciuto molto. Era una sorta di autobiografia, visto che due delle tue antenate sono state processate a Salem?
 «Grazie mille per aver letto Le figlie del libro perduto, e per aver dedicato del tempo per scrivermi. Mi sento privilegiata ad avere così tanti lettori italiani, e sono lieta di rispondere alle vostre domande.Mi ha ispirato in parte, come dici tu, la storia della mia famiglia, e sono stata ispirata dalla stregoneria di Salem, perché è un periodo unico e problematico nella storia americana. I processi alle streghe avvenuti in America del Nord hanno coinvolto un’intera generazione e seguirono i processi avvenuti in Inghilterra e in Europa (dal XV secolo al XVIII), e inoltre, in questo modo, ci si interroga sul valore dei principi fondamentali americani. Ci piace pensare che la nostra cultura abbia valori di tolleranza, e ci piace credere che ciò che è ammesso e ciò che è giusto siano la stessa cosa. Salem ci costringe a confrontarci con la fragilità dei nostri valori culturali. Ero anche molto interessata a conoscere come si viveva 400 anni fa, in una zona remota molto lontana da casa. Penso che la narrativa storica, se riportata con attenzione e cura, può portare i lettori a una maggiore comprensione del passato».
Come ti poni davanti a queste stragi di donne, anziani, bambini, e uomini?
 «E ‘molto difficile scrivere di sofferenza. Nel caso di Salem, diciannove persone (soprattutto le donne, ma anche alcuni uomini) sono stati messi a morte da parte dello Stato per un crimine che ora riteniamo essere immaginario. Questo è un dato di fatto difficile da accettare. Tuttavia, ritengo che continuare a pensare in modo critico sugli eventi del passato è un modo per onorare l’eredità di coloro che sono morti. Abbiamo la tendenza, a volte, a idealizzare il passato, o a essere nostalgici riguardo lo stile di vita. Credo che la nostalgia sia un errore. Io, per esempio, sono grata di vivere in un mondo in cui gli antibiotici possono curare le malattie infantili, in cui le donne possono votare, dove chiunque può parlare esprimendo il suo pensiero. Trovo anche che valga la pena pensare a quali congetture abbiamo oggi che sembreranno ridicole alle persone che vivranno in futuro. Ricordate che, tutti coloro che hanno partecipato fervidamente a mettere le persone a morte a Salem, hanno creduto di fare la cosa giusta».
 Salem è famosa per le storie sulle streghe, tra verità e immaginazione. Quanto hai dovuto studiare per raccogliere del materiale per il tuo libro?
 «Ho trascorso diversi anni a studiare e imparare a conoscere la stregoneria in Nord America e in Europa prima di sentirmi pronta a scrivere Le figlie del libro perduto. Come dici tu, Salem, in particolare, è oggetto di storia e mito. A volte è difficile capire la differenza tra i due. Ho passato un periodo abbastanza lungo di tempo a leggere i documenti del tribunale di Salem, che ancora si conservano, cercando di capire la mentalità delle persone che vissero nel corso del XVII secolo. Ero molto interessata al cambiamento di percezione della storia delle streghe e della cultura popolare. L’Italia ha una simile eredità di considerazione riguardo alle streghe, con le sue storie di “benandanti”, o di voli notturni, usate per comprendere, e streghe bianche che farebbero battaglia alle streghe cattive durante la notte, ma queste credenze davanti all’interrogatorio da parte dell’Inquisizione, gradualmente, si trasformano nel pensiero che anch’esse sono streghe cattive. Le conoscenze storiche riguardo alle streghe cambiano drasticamente nel tempo».
 Pochi giorni fa ho visto che, finalmente, è uscito il tuo secondo libro anche in Italia, noto che riprende sempre il mondo dell’occulto. Mi puoi parlare del libro e del tuo avvicinamento a questo mondo?
 «Il mio secondo libro, La Casa di Velluto e Cristallo, racconta la storia di una famiglia dell’alta società di Boston che ha recentemente perso qualcuno sul Titanic, e la storia di chi deve lottare con quella perdita sul nascere del XX secolo. Sono molto interessata ai periodi di tempo in cui la comprensione della realtà da parte del popolo è totalmente diversa dalla comprensione che abbiamo oggi. Nell’anno 1910, era molto comune per le persone, come i miei personaggi, visitare i medium nel tentativo di comunicare con i morti. La mia protagonista, Sybil Allston, scopre che lei è in grado di vedere molto di più di quanto avesse mai immaginato, cose molto diverse, mentre cerca di risolvere il mistero della scomparsa di suo fratello. Il mio terzo libro, intitolato Conversione, uscirà negli Stati Uniti nell’estate del 2014, ed è una storia contemporanea che riporta il Crogiolo (una famosissima opera drammatica americana sui processi alle streghe di Salem), in una scuola secondaria privata del Massachusettes (si ricollega alla famosa isteria che colpì la città di Danvers nel Massachusettes, città nota anche come Old Salem e Salem Village riferendosi ai Salem Witch Trials, episodio riconosciuto come il più grande fenomeno di isteria di massa, che portò alla morte di molte persone). Il mio nuovo libro si basa su eventi reali, visto che il disturbo della conversione, che comporta attacchi di isteria molto simili agli attacchi che hanno afflitto le ragazze adolescenti di Salem, è un problema reale».
 Katherine nell’intervista parla del suo secondo libro, La casa di velluto e di cristallo (uscito da poco) e anticipa, addirittura, l’uscita del suo terzo libro. L’autrice è molto disponibile nel parlare delle sue fatiche letterarie e la ringrazio ancora tantissimo per aver dedicato il suo tempo a rispondere alle mie domande.

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