sabato 9 novembre 2013

L'anniversario de Il Principe di Niccolò Machiavelli




Nell’anno 2013, in cui si nota il calo delle vendite dei libri, il confinare in un angolo la cultura, ricorre il 500° anniversario de Il Principe di Niccolò Machiavelli.Festeggiare 500 anni ed essere sempre attuale.
Machiavelli si trovava in un isolamento forzato in seguito alla pena da scontare, di un anno di confino, nel territorio di Firenze che gli costò anche il posto di segretario della seconda Cancelleria della Repubblica Fiorentina e nel rustico dove andò a vivere, chiamato l’Albergaccio (luogo in cui molta gente credeva dimorasse il diavolo), scrisse il De Principatibus.
Il rientro dei Medici a Firenze e il ripristino del principato, fa si che Machiavelli non possa più ottenere un posto di rilevante importanza e inoltre renderà vana provare la sua innocenza nella congiura di Boscolo e Capponi. Fu concessa l’amnistia dal pontefice Giovanni de’ Medici col nome di Leone X, ma questa era solo una squallida manovra politica.
Machiavelli un cognome attraverso il quale si tirò fuori la definizione di uomo subdolo, spregiudicato.
Molti sono stati i giudizi negativi e positivi su di lui, secondo me era un uomo che usava la sua intelligenza e la sua spregiudicatezza per arrivare alle mete prefissate, un uomo figlio di quei tempi che osservava e suggeriva soluzioni per una figura che con l’arguzia avrebbe potuto dare a Firenze un lustro duraturo, cosa che non si era verificata in anni e anni di lotte intestine, di imbrogli, di ipocrisie.il-principe-niccolò-machiavelli Dopo un periodo di stordimento per gli eventi accaduti, Machiavelli inizia a reagire con la propria ironica e satirica intelligenza, convincendosi del fatto che nulla poteva tornare come prima.
Risponde alle lettere dell’amico Vettori e nel 1513 scrive il Principe.Con questa opera corta, ma davvero importante, scritta in pochi mesi, desiderava ingraziarsi la simpatia dei Medici, visto che la dedico a Lorenzo il Magnifico, il quale reagì con assoluto distacco.
Scopo dell’opera è far capire in breve tempo, ciò che Machiavelli intese con ricerche durate per anni.
Le leggi ricavate dall’analisi dei fatti storici formano la Scienza della Politica che regola le azioni del Principe riguardo la conquista e il mantenimento del potere.
L’opera si diffuse rapidamente anche al di fuori della cerchia di amicizie e naturalmente si svilupparono simpatie e odi attorno alla figura di Machiavelli.
Il nome e l’opera di Niccolò si diffusero, ben presto, fuori dai confini italiani.
Ma la prima stampa de Il Principe avvenne nel 1532 ad opera del Blado a Roma e dei Giunti a Firenze con l’approvazione di Clemente VII e del cardinale Ridolfi, dando a Machiavelli notevole notorietà. L’opera venne accolta con freddezza anche dall’amico Vettori e Machiavelli non fu inquisito perché le idee di un uomo emarginato e caduto in disgrazia andavano bene per gli sproloqui da salotto.
Niccolò Machiavelli aveva capito i problemi del suo tempo nel campo storico-politico dopo anni di ricerche. E aveva descritto un Principe che avrebbe dovuto usare una dose giusta di pugno di ferro e una giusta dose di “dolcezza” attraverso una carota messa davanti agli occhi dei sudditi, per governare al meglio e per non far ribellare il popolo. “A uno principe è necessario sapere bene usare la bestia e l’uomo.”Locandina-mostra-Machiavelli-befan.it_ E tra le bestie due dovevano essere imitate la golpe e il lione, ovvero la furbizia e la forza. “Sendo adunque necessitato uno principe sapere bene usare la bestia, debbe di quelle pigliare la golpe e il lione, perché el lione non si difende da’ lacci, la golpe non si difende da’ lupi. Bisogna adunque essere golpe a conoscere e’ lacci e lione a sbigottire e’ lupi; coloro che
stanno semplicemente in sul lione, non se ne intendono .”
Sempre attualissimo questo pensiero “Li uomini in universali iudicano più alli occhi che alle mani, perché tocca a vedere a ognuno, a sentire a pochi: ognuno vede quello che tu pari, pochi sentono quel che tu se’; e quelli pochi non ardiscono opporsi alla opinione di molti.” e cioè il fermarsi all’apparenza della maggior parte delle persone, senza comprendere, senza vedere il vero io, senza capire.
Potrei andare avanti riportando molte altre frasi, ma preferisco che ognuno rinfreschi la propria memoria con quest’opera di un’attualità disarmante.
Per celebrare il 500° anniversario, a Roma è stata inaugurata la scorsa settimana la mostra Il Principe di Niccolò Machiavelli e il suo tempo (1513-2013), presso il Complesso del Vittoriano.
Nel periodo del suo “compleanno” rispolveriamo un classico senza tempo che può considerarsi una delle opere italiane più diffuse nel mondo.


Articolo scritto per iltempolastoria.it

http://www.iltempolastoria.it/rubriche/libri-in-viaggio/lanniversario-de-il-principe-di-niccolo-machiavelli/

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