sabato 15 febbraio 2014

Intervista a Carlo A. Martigli: la ricerca del particolare storico

Carlo A. Martigli un uomo poliedrico, vista la sua versatilità nell’ambito lavorativo.
Giornalista per Tirreno di Livorno, collabora con riviste specializzate per conto dell’Istituto di Filosofia del Diritto di Pisa, in seguito, lascia la carriera di giornalista per vicende personali e si impiega in banca e collabora con istituti di credito nazionali e non. Premiato come attore non protagonista al Festival del Teatro di Pesaro con laDonna di Garbo di Goldoni. Ma nelle sue vene c’è il fiume di parole che preme per uscire e quindi riprende a ticchettare i tasti del pc per scrivere di nuovo, ma stavolta libri.
Ed inizia con Duelli, Castelli e Gemelli, favole in rima realizzate con Emanuele Luzzati. Nel 1998 cura lo spettacolo circense con Ambra Orfei, intitolato La Principessa delle Stelle, ma le dita continuano a premere tasti e a tirar fuori parole che diventeranno una saga fantasy.
Nel 2009 arriva 999 L’Ultimo custode, un romanzo storico ricco, sapientemente elaborato che tiene gli occhi del lettore fermi sulle sue pagine.
Nel 2010 Toscana Misteriosa, lo scrittore accompagna il lettore nel tour del mistero.
Nel 2012 esce L’Eretico. Appassionante, ricercato, nulla è lasciato al caso.
Martigli coinvolge intensamente il lettore.
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Ho posto una serie di domande allo scrittore per conoscerlo meglio.
Cosa significa, per lei, essere scrittore?
«Dedicarsi anima e corpo alla scrittura, come fosse una donna. Amarla, non tradirla mai, curarla, approfondirla, stimolarla e traendo da lei la forza e la gioia di vivere».

Cos’è il romanzo storico?
«E’ quello che traendo spunto da fatti storici realmente accaduti, fa calare quegli episodi nel microcosmo dei personaggi e li condiziona. le loro vicende ne sono quindi condizionate, così come le loro scelte personali. Una sapiente miscellanea di personaggi immaginari e reali, dove la logica sia ineccepibile e la realtà storica rispettata, e dove soprattutto il lettore sia coinvolto in profonde emozioni, rende la piacevolezza del romanzo. I Promessi Sposi, può essere considerato il primo vero romanzo storico, o popolare che dir si voglia». 
Ha uno scrittore preferito dal quale trae spunto?
«Sicuramente non da Dan Brown, nonostante sia stato definito anni fa il Dan Brown italiano. Il rigore storico non sa neanche dove stia di casa, ma dietro ha un panzer di marketing… Diciamo che considero esempi da seguire Josè Saramago in primis, e l’Umberto Eco relativamente a Il Nome della Rosa». 
Paragonato a Dan Brown senza senso per me, visto che ho letto entrambi e ho riscontrato in Martigli la cura del particolare, la fatica della ricerca e l’originalità della scrittura.
Caratteristiche non riscontrate in Brown, visto che nei suoi libri c’è similarità e poca cura del particolare ormai trito!
Notando il basso livello di educazione e conoscenza in Italia e il mercato del libro in crisi, secondo lei, c’è ancora speranza per la cultura?Che idee ha lei al riguardo?
«La cultura è l’unica speranza che ha la società civile e il mondo occidentale per sopravvivere alla inevitabile decadenza economica. Ricordo che quando un ministro di Churchill, durante la seconda guerra mondiale, gli disse che occorreva prendere le pur poche risorse del Ministero della Cultura per destinarle a quello della Guerra, Churchill rispose netto: “No, assolutamente. Altrimenti, per che cosa combattiamo?”. Io ho ideato e promosso il primo Festival Premio per la Letteratura Rosa a Santa Margherita Ligure che si svolgerà dal 7 al 9 Marzo prossimo. Non ne esistono altri in Italia, mentre di premi per il noir ne esistono a centinaia, e questo perché il “rosa” è considerata letteratura di serie “B”. Ma mille volte meglio una Liala, Dellì, Steel, e via dicendo che guardare i Grandi Fratelli o gli Amici di Genoveffa alla TV. Con certo genere di programmi, estremamente popolari, sembra che lo scopo sia quello di evitare di farci pensare e quindi di renderci più manipolabili. Questo sembra lo scopo recondito. Ed è per questo che alla fine delle mie conferenze dico sempre che “LEGGERE RENDE LIBERI”».
E’ incredibilmente emozionante sentir parlare uno scrittore in questo modo, soprattutto perché sono pienamente d’accordo con lui.
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Nel 2007 viene aperta la tomba di Giovanni Pico della Mirandola, perché dopo 500 anni?Per verificare le cause della morte. Il problema è che i molti studiosi sanno che Pico è morto avvelenato dall’arsenico, come dimostravano, a suo tempo, la lingua nera e le unghie nere. Ma allora perché è stata riaperta la tomba contro il volere dell’Ordine dei Domenicani?
All’interno della sua sepoltura condivisa con il Poliziano c’era una terza cassa. Nel 1487 Pico doveva discutere le sue 900 tesi che avrebbero permesso l’unificazione delle tre religioni principali, Ebraismo, Cristianesimo e Islamismo sotto un unico Dio. E se Pico voleva e poteva dimostrare che quel Dio altro non era che una raffigurazione di una divinità precedente? E soprattutto femminile? Dove sono le altre 99 tesi segrete?
Dopo L’Eretico, una storia davvero notevole con un duro lavoro dietro, che ho letto con piacere (come del resto 999 L’ultimo custode), sta scrivendo un altro libro?
«Il 28 Agosto di quest’anno uscirà un nuovo romanzo, sempre con Longanesi, ma il titolo è ancora topo secret. Diciamo che in quest’ultimo ho cercato di fondere il meglio di 999 L’Ultimo Custode e de L’Eretico, la semplicità e la profondità. Con un gioco di emozioni che comunque non lascerà indifferente il più duro dei lettori».
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So che ha a cuore il problema del Rating e che cerca di informare le persone sulle speculazioni finanziarie. E un compito duro a volte, vero?
«Molto duro, perché ci scontriamo con il vero padrone del mondo: la Finanza Speculativa, che comanda le scelte di tutti i governi ed è responsabile per gran parte della crisi economica dell’Occidente. La società di rating sono i cani a servizio di questo padrone, e la loro inaffidabilità è stata dichiarata anche dal Presidente della BCE Mario Monti. Pensare che al momento il sistema delle scommesse finanziarie (futures) create dalla finanza è pari a 9 volte il PIL mondiale, è come vivere seduti su una bomba nucleare. Il primo che si alza la fa esplodere. Nel mio spettacolo teatrale Inganni – Le Bugie della Storia in cartellone a partire dalla prossima estate e per la regia (e musica) del grande Riccardo Marongiu, si parla anche di questo. Un modo divertente e ironico di denunciare lo stupro dell’economia reale da parte della finanza».
Mi può dare le sue definizioni di Tempo, Storia e Creatività?
«Relativamente all’Uomo, il Tempo è un attraversamento di spazi finiti, la Storia è la cronaca diluita nel Tempo, e la Creatività è un immenso atto di amore, sia esso divino o umano».
1497. Pico della Mirandola è morto da poco tempo e Girolamo Savonarola vuole distruggere ciò che Pico ha costruito. Perché? Qual è il messaggio che Pico voleva esternare? Nel frattempo, due monaci sono in viaggio verso l’Occidente e portano con loro l’Ipsissima Verba le parole di un giovane uomo di nome Issa che trascorse la giovinezza ad apprendere la saggezza orientale. Tornato in Palestina quell’uomo rivoluzionò il mondo col nome di Gesù.
“Dov’è stato l’uomo chiamato Gesù dai dodici ai trent’anni? Cit. L’eretico

Intervista fatta per iltempolastoria.it

http://www.iltempolastoria.it/slider/intervista-a-carlo-a-martigli-la-ricerca-del-particolare-storico/

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