venerdì 6 giugno 2014

Lo sport è cultura!

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Lo sport è cultura?
Assolutamente si. La cultura ha varie accezioni, non si ferma alla sola definizione classica. Alla base di tutto c’è la cultura altrimenti non avremmo nessun congegno tecnologico tra le mani oppure non potremmo vedere la televisione (e forse era meglio…anche la cultura sbaglia!), non avremmo nulla!
In Italia, purtroppo, i riflettori son puntati su uno sport decadente, a causa delle conseguenze che genera, ed insieme ad esso, decade la cultura.
Nel suddetto paese funziona solo il calcio, ma è in auge solo ed esclusivamente per il giro di milioni di euro (dati da sponsor, scommesse…) che gli ruotano intorno, al contrario, tutti gli altri sport, escludendo, Formula 1 e gare di moto (con giri d’affari da capogiro), sono accantonati quasi nel dimenticatoio. Comunque nessuno di essi ha la stessa popolarità del calcio e delle altre due sopra citate.
Questo grazie ad azioni di varie associazioni sportive e ad azioni politiche sbagliate e finalizzate solo al guadagno.
Ma poi, dello sport dovrebbe interessarsi l’associazione preposta e gli sportivi che aderiscono, non dovrebbe finire nelle mani della politica!
Lo sport è cultura perché grazie ad esso, la persona si prende cura di sé e della sua mente.
Il cervello si abitua a ragionare, a riflettere; la cultura è un valido sostegno nell’educazione, attraverso l’uso di rigore e disciplina, nonché etica.
Questa educazione sportiva si inserisce nel nostro bagaglio culturale, ne sa qualcosa Valerio Taglioni, campione di punta dello Sci Club Velletri.
Valerio, classe ’54, residente a Velletri, è uno sportivo che ha dato lustro sia al club della città laziale, sia alle piste da sci abruzzesi, dove ha gareggiato.
Innumerevoli gli articoli di giornali quali L’ArtemisioLa Torre dei Castelli per citarne alcuni, che riportano le prodezze sciistiche del campione Valerio Taglioni!
Una vita dedicata allo sport con varie conferme di campione regionale.
Valerio Taglioni è la punta di diamante dello Sci Club Velletri, riporta sempre vittorie dando gloria al club e mostrando una passione davvero grande per lo sci.
Ma lui non si limita solo allo sci e riesce a mietere successi anche nel campo della danza.
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Da pochi anni si dedica al Nordic Walking per i boschi dei Castelli Romani. Camminate con bastoncini, che intaglia e distribuisce alle persone che partecipano all’uscita, accompagnati dallo splendido panorama dei dintorni, con curiosità su alberi e frutti, uno dei tanti tesori dei boschi.
Gli anni, i mesi, i giorni, le ore che il campione regionale dedica ai vari sport vengono ripagati con le soddisfazioni, con l’essere in perfetta forma fisica e mentale!
Valerio ci insegna che “lo sport è allenamento costante dove si impara la puntualità e quindi regole ferree, ma è anche un incontro con altre persone e quindi nuove amicizie, sana rivalità. E’ un metodo che modella il corpo anche attraverso il divertimento”.
Chiedo a Valerio se, secondo lui, lo sport è cultura e lui mi risponde così:
“Si, secondo me lo sport è cultura,( si pensi che il sistema universitario americano si fonda sul binomio sport e cultura ) ed è inteso come insegnamento ai bambini, ai quali va spiegato come tutto va conquistato con fatica e passione. E che nulla arriva per caso, insegnare loro a giocare rispettando le regole, mostrare un comportamento meritevole come spettatore, fare nuove amicizie attraverso lo sport. E’ cultura l’educazione fisica già da piccoli quando si inizia a familiarizzare con l’attività sportiva conoscendo i valori positivi come: l’amicizia, l’altruismo, l’onestà e il senso di comunità iniziando a capire che lo sport non va inteso come agonismo ad ogni costo ma che lo possiamo intendere e praticare anche solo come gioco, come apprendimento motorio, come divertimento per adulti e bambini. Dedicarsi senza eccessi agli sport di gruppo o di squadra consente di frequentare, conoscere, vivere con altri momenti di fraternità e comunione, condividere le stesse passioni. Insegnare ai bambini a vivere lo sport secondo tali principi diventa quindi un dovere morale dei genitori, di tutti gli sportivi, di tutti coloro che amano ogni forma di attività sportiva, degli educatori.
Lo sport è un percorso educativo ma nelle società sportive è troppo spesso proposto in forma selettiva, discriminante, finalizzata solamente all’agonismo. Inoltre solo una percentuale molto bassa degli allenatori o istruttori ha una laurea in scienze motorie e tanto meno ha le competenze per un ruolo educativo sportivo, quindi, anche per questo, si registra un fenomeno considerato a giusta ragione preoccupante quale l’allontanamento precoce dallo sport durante l’adolescenza. Questo perché i ragazzi non si divertono più, visto che prevale l’importanza esclusivamente agonistica. L’interruzione precoce, data dal disprezzo nei confronti dello sport, genera effetti negativi che si riversano sulla salute e sulla società.
Dev’essere importante, per i genitori, crescere dei figli come cittadini prima che come atleti. Magari addosso ai figli si scaricano le mancate possibilità degli stessi, spronando i ragazzi a diventare ciò che non son potuti diventare i genitori. E’ sbagliato!Ai genitori deve interessare la loro educazione prima della loro carriera sportiva. Inoltre devono essere un esempio per i loro figli, attraverso piccole dimostrazioni, quali: lasciare la macchina in un parcheggio anche se distante da scuola e accompagnarli a piedi (evitando così anche il blocco del traffico che non è proprio educativo), praticare sport con loro ecc…
Oggigiorno il corpo deve sempre più rispondere all’imperativo della prestazione, ricorrendo sempre di più a mezzi chimici per amplificare le doti degli sportivi, arrecando spesso seri danni all’atleta!
“Mens sana in corpore sano” diceva Giovenale intendendo che l’uomo dovrebbe aspirare alla sanità dell’anima e alla salute del corpo, pregando il suo Dio per riceverle entrambe.
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Per concludere: in Italia il mondo dello sport è vittima della decadenza culturale che da anni sta colpendo il paese, data da anni di malgoverno dell’amministrazione del CONI e dell’influenza della classe politica.
Il Coni si definisce sul proprio sito web: ente pubblico cui è demandata l’organizzazione e il potenziamento dello sport nazionale, promuovere la massima diffusione della pratica sportiva. Ma a quanto pare non è così, e le prove sono nelle statistiche che mostrano come negli ultimi dieci anni i ragazzi che praticano sport siano scesi di 50 mila unità.
E la decadenza l’abbiamo vista anche nelle ultime Olimpiadi sia tradizionali che invernali.
E’ necessario smontare il baraccone mangiasoldi, per tornare, attraverso l’impegno, ad una sana idea di sport.”
In una domanda è riuscito a fornire una risposta che racchiude tutto l’intero pensiero di chi lo sport lo vive, da anni, come divertimento e cultura.
Valerio Taglioni continua a praticare sport tra sci e bastoncini da Nordic Walking rinforzando in questo modo la mente e il fisico, prendiamolo come un esempio.
Con la cultura si mangia e si mantiene in forma il fisico!

Articolo scritto per iltempolastoria.it

http://www.iltempolastoria.it/rubriche/libri-in-viaggio/lo-sport-e-cultura/

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