martedì 10 giugno 2014

Occupazione del Nuovo Teatro Teramo: intervista a Enrico Melozzi.


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Published on giugno 7th, 2014 | by Redazione
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Occupazione del Nuovo Teatro Teramo: intervista a Enrico Melozzi.

Alla fine di Corso San Giorgio, a pochi metri da Piazza Garibaldi, a Teramo, si incontra quello che fu un edificio teatrale fino al 1959, anno dell’abbattimento e della sua trasformazione in grande magazzino…
L’edificio riaprì i battenti sotto il marchio della Standa. Dalla Standa si è passati all’Oviesse e, di affittuario in affittuario, ci si è resi conto che l’alto costo di locazione dell’immobile rendeva difficile la sopravvivenza delle attività economiche nello stabile.
Perché allora non dedicare questi locali alla cultura e alle arti, vista la vocazione storica di questi spazi e l’impossibilità di ospitare attività commerciali remunerative? Alcuni artisti hanno ragionato in questo modo e, nel mese di Gennaio, stanchi di esser ignorati dalle amministrazioni, hanno preso in mano la situazione occupando i locali dell’ex Oviesse. Il gruppo di artisti è stato animato dalla necessità di spazio per le loro professioni artistiche e dalla voglia di riconsegnare alla città di Teramo il suo storico teatro.  Affascinata da questa prospettiva e convinta della necessità di raccontare questa esperienza Marianna Di Felice ha deciso di intervistare Enrico Melozzi, compositore, direttore d’orchestra e produttore discografico teramano molto attivo in tutta Italia,  per capire cos’è successo in quei mesi di occupazione e cosa riserva il futuro al Nuovo Teatro Teramo.
Occupare a Teramo non dovrebbe essere stata una cosa facile: qual era lo stato d’animo dei cittadini teramani riguardo l’occupazione?
Nelle prime ore in cui noi eravamo dentro e nessuno sapeva che noi eravamo lì, sono passate tante persone, ma nessuno si è accorto di niente. All’interno c’erano decine di noi che si muovevano, pulivano, mettevano striscioni. La gente di Teramo è un po’ così: passeggia e guarda dritto a sé o si guarda i piedi quando cammina. Quel vecchio grande magazzino non lo calcolano più: non c’è appeal, non c’è interesse, gli passano vicino indifferenti.
C’è da dire che dopo lo sgombero si è sentito l’urlo di rabbia della gente che, invece, si fermava a guardare le vetrine piene di opere d’arte e di striscioni, ma coloro che hanno deciso di svuotare, hanno tolto tutto perché meglio il vuoto, il nero, il grigio e il nulla che l’arte.
Perché l’arte fa discutere e il nulla invece fa andare avanti senza ricordi. Non ti ricordi la storia di quel posto, non fai un dibattito, niente di niente, è così. E’ un atteggiamento di stampo fascista. Succedeva questo quando, sotto il periodo fascista, ci si riuniva a discutere intorno a qualcosa che era visto come un pericolo per la dittatura.
Io a Dicembre ho iniziato a progettare questo evento che è andato benissimo, ha funzionato, si è riaperto il dibattito sul teatro. Tanta gente ha fatto sua la battaglia e ne parla come fosse una propria battaglia anche se è nostra, ma non fa nulla, possono copiarci, non c’è il copyright sulle battaglie.
Ora non c’è più nulla nelle vetrine dell’ex Oviesse perché hanno tolto tutto, addirittura alcune opere d’arte sono state danneggiate durante la rimozione.

Nuovo teatro Teramo - intervista Enrico Melozzi

Cultura versus Commercio: le persone sono favorevoli a far rinascere la cultura oppure vogliono un esercizio commerciale al suo posto?
Le persone erano totalmente d’accordo altrimenti il caso non avrebbe fatto nemmeno notizia, e nessuno si sarebbe preoccupato di noi. Al contrario si è potuto notare con quale dispiegamento di forze siamo stati attaccati, con quali accuse, con quali toni siamo stati presi di mira solo per aver riaperto uno spazio che era chiuso da mesi ed era inutilizzato. Stiamo parlando di luoghi pubblici, quindi anche nostri, e inutilizzati: un peccato! Questi luoghi devono essere usati soprattutto in base alle emergenze e alle necessità pubbliche che ci sono in città e l’emergenza, al momento, a Teramo, è quella culturale. La nostra azione trae legittimità da questo ma spesso ci hanno additato come dei terroristi. Una riflessione sarà d’obbligo per il prossimo sindaco, oltre alla capacità di intercettare il malcontento di tutti gli operatori culturali della città che ormai stanno cominciando a mostrare i denti. La rappresentanza è chiara perché molte persone del mondo culturale si sono candidate ed hanno raccolto molti voti, quindi da oggi in poi tutti quelli che si occupano di cultura sono rappresentati, e il sindaco, chiunque esso sia, sarà costretto a tenerne conto.
Il Comune e il Nuovo Teatro Teramo: come si è posto il sindaco uscente Brucchi nei confronti dell’occupazione?
Il sindaco si è posto in maniera arrogante e ha fatto capire che era terrorizzato da quello che stavamo facendo. Terrorizzato dalla cultura che si insinuava tra i suoi interessi e quelli di chi gli reggeva il gioco.
Perché gli spazi pubblici vuoti dovevano andare a qualcuno che ne usufruiva a pagamento, utilizzando il vecchio metodo del voto di scambio. Un giudice ci ha addirittura assolti riguardo tutto quello che noi avevamo detto, asserendo la verità delle nostre istanze.
La nostra battaglia dura da otto anni e ci sono stati momenti di totale solitudine.
Persone che hanno un millesimo del mio curriculum, mi hanno chiamato ragazzo o giovane. Si trattava solamente di delegittimare chi ha qualcosa da dire sul serio ed ha dei progetti concreti da mettere in pratica: ovviamente questo non conviene alle loro tasche. Ma la battaglia c’è stata e l’abbiamo vinta noi. Sulla cultura o si riapre un dibattito serio ed onesto oppure scoppia proprio la guerra.Sperando che il vecchio modo di pensare della politica sia finito e si pensi a non ignorare certe realtà.

Nuovo Teatro Teramo - striscioni

Il Nuovo Teatro Teramo oggi: l’idea di un nuovo teatro esiste ancora?
L’idea del teatro è solo stata accantonata perché gli artisti hanno fatto quello che dovevano fare, hanno occupato, hanno urlato, hanno protestato, e son tornati alla loro quotidianità senza abbandonare quello spazio col pensiero.
Stanno solo aspettando il momento proficuo per ribadire a gran voce le loro idee.
Compagni d’avventura: chi oltre a lei, si è distinto nella protesta?
Mauro Baiocco è il più presente in città perché io sono fuori Teramo e non riesco a rapportarmi al territorio quotidianamente, come fa lui. Ha avuto un buon risultato nella nostra lista. Evidentemente c’era bisogno di questa candidatura.
Marianna Di Felice per Subcity.it


https://www.youtube.com/watch?v=CFLe1KP0CVQ

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