giovedì 24 luglio 2014

Ei fu letteratura!

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Cosa direbbero oggi Giacomo Leopardi, Dante Alighieri e Baudelaire (ci sta bene solo per la parola che chiude la frase di domanda sotto e che dà risalto al pensiero) osservando l’evoluzione della letteratura in Italia?
 “Maremma bucaiola come ci siam potuti ridurre così, ahimè? Merd!”
 Io, nella mia mente, vedo già le facce di quegli scrittori, quei poeti, artisti della scrittura che hanno fatto grande questo Paese.
Cosa potrebbero dire ora se non Merd? Hanno lasciato nelle mani degli italiani i loro scritti, la loro guida che dura da secoli, il loro esempio, ed ora? Svanito tutto!
Svanito perché dicono che la cultura non serve, non ti fa guadagnare! Pensiero sbagliatissimo perché se non hai cultura non riesci ad andare avanti con le tue idee da realizzare, che poi diverranno materia una volta inventate.
Ad esempio, il frigorifero non si è inventato da solo. Colui che l’ha inventato (nel 1851, John Gorrie) e coloro che poi l’hanno perfezionato (il tedesco Windhausen, l’inglese Reece e il francese Tellier), avevano alle spalle anni di studi.
La cultura è questo, sia per studio che per diletto.
E cosa dovrebbe dire Boccaccio? Col suo Decamerone, datato tra il 1349 e il 1353, fece scalpore ai suoi tempi.
Gli anni dopo la peste nera che di cose orrende abbondò, che regalò tante morti, troppe morti, serviva qualcosa di bucolico, leggero per riprendersi e Boccaccio centrò in pieno l’obiettivo. Ma lui con i suoi abili intrighi erotici ed adulteri non sarebbe mai arrivato a scrivere una penosa cronologia dell’amore sadomasochista delle sfumature, ad esempio.
Se si vuole scrivere su argomenti erotici si deve fare attenzione a non rimanere nella monotonia della descrizione e a non cadere nel volgare.
PicMonkey Collage II
Non è facile scrivere letteratura (questa è la definizione visto che si tratta di opere scritte e purtroppo abbraccia molta carta straccia) erotica, ma i nuovi “scrittori” non ne vogliono sapere e riempiono righe abilmente cambiate (con suggerimenti nei confronti degli “scrittori”) da editori esperti, da quelli che vogliono vendere e si preoccupano solo dei ricavi, parlo naturalmente delle grandi case editrici che infestano l’Italia.
Grazie a loro ci sono nuovi “lettori” di “libri” spazzatura!
Si dovrebbe differenziare alla grande anche in questo settore!!
Sconvolgente pensare che le persone, le quali gridano allo scandalo, vanno poi a “documentarsi”, acquistando il libro, con la solita, classica scusa: “Sono curioso/a”.
Questo comportamento c’è sempre stato, magari una volta non si comprava perché i soldi non c’erano, ma oggi si ha anche un’altra possibilità, tutto pur di vendere ad ogni costo!
Se qualcuno non riesce a comprarlo a 25/20 euro, oppure non vuole spendere tutti quei soldi per un libro commerciale, detto libro ottiene un nuovo costo dopo un periodo di tempo, perché i guadagni prima di tutto, allora da 25 euro, il suo prezzo passa come per magia a 5 euro!
Il flop dev’essere recuperato!
Io mi domando, se ora si può vendere a 5 euro, perché non farlo prima?
Perché i costi sono elevati, chissà quanto devono elargire all’autore del libro?
Son dubbi che vengono stravolti dall’alta commercializzazione delle grandi case editrici e che non finirà mai, se non daranno un freno a queste speculazioni di carta.
Persa è anche la poesia, intesa sia come versi sia come poesia del racconto o del romanzo.
Povero Leopardi, povero Foscolo, povero Quasimodo, poveri tutti gli altri. Credo che se fossero vissuti in questo periodo, sarebbero poveri davvero (poveri di pathos, di pensieri)!!!
Ora si tende a copiare gli argomenti, che vanno a finire nel gorgo del remix.
Perché questo accade!I titoli son quasi uguali e le trame anche .
Ad esempio all’interno in una casa editrice vanno alla grande le avventure dei monaci. Come si possono distinguere l’uno dall’altro? Grazie ai nomi, certo perché le trame sono quasi uguali!
Non si riesce ad inventare qualcosa di veramente nuovo! Son tutti lì, è come un triangolo delle Bermude che attira tutti in un dato punto a seconda dell’argomento.
Tutti lì a “scrivere” (non tutti hanno questo dono, molti son aiutati dai Ghost Writer) ovvietà, storie che attirano perché semplici.
Ma ci son semplici storie ben costruite, perché si devono comprare storie che rimangono lì senza capo né coda? Acquistate solo perché “l’autore” è un personaggio televisivo?
PicMonkey Collage I
Per non parlare delle storie trite nei confronti di una massoneria che si è trasformata in favoletta, con protagonista un uomo che ha pareggiato i conti con Indiana Jones e tra un po’ lo supera (al prossimo libro dello scrittore).
Poco tempo fa era il periodo di ribalta dei vampiri, allora tutti a scrivere storie sui succhiasangue, che si intrecciavano e inevitabilmente somigliavano. Alcune esulavano dalla similitudine solo perché ci si allontanava dalle tradizioni reali di queste mitiche figure.
Esempio: Vampiri che brillano!
Capisco che sia necessaria un’innovazione, ma non si può sconfinare nella fantascienza perché non è il ramo di colei o colui che scrive. Perché se sei un autore Urban Fantasy o Paranormal Romance, non puoi sconfinare nella fantascienza a meno che non si vuole pasticciare una storia per renderla, in quel caso, assolutamente originale! Poi però si deve vedere se nel suo insieme piace!
Una volta si pensava a cosa scrivere e si impiegava del tempo per finire l’opera. L’ispirazione arrivava dalle sensazioni, dalle emozioni del momento, ora invece si fa la gara per scrivere e buttar giù cose scomposte, tanto la casa editrice aggiusta (non tutte naturalmente) e cambia per adattarla alla vendita.
Più commerciale sei e più vendi, sarà questo il nuovo slogan per diventare scrittore oggi!


Articolo scritto per iltempolastoria.it

http://www.iltempolastoria.it/rubriche/libri-in-viaggio/ei-fu-letteratura/

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