mercoledì 16 luglio 2014

L'abbazia dei cento peccati di Marcello Simoni



Dopo Il mercante di libri maledetti e la fine della saga, Marcello Simoni torna a far parlare di sé con l'uscita del nuovo libro, nonché di una nuova saga, L'abbazia dei cento peccati.

“Cosa si nasconde dietro una reliquia di cui solo un monaco conosce il segreto?”


Abbiamo capito che i monaci comandano!
Mi arrendo all'evidenza, d'altronde nelle loro mani erano i segreti e tutt'oggi lo sono!
Avevano il comando nel medioevo e continuano ad averlo nella vita reale e in quella libresca!
Molti sono i protagonisti di questo nuovo lavoro, tutti hanno un compito all'interno di questa saga.
Non mi è piaciuto il richiamo a Ignazio da Toledo, citato nella qualità di mercante di reliquie, perché sembra non esserci il distacco dal precedente protagonista della saga che ha reso famoso lo scrittore.

La ricerca del Lapis exilii è alquanto pericolosa, ma tutte le ricerche son pericolose se dietro si nascondono segreti per arrivare al potere.
E nel medioevo gli intrighi, i segreti, le uccisioni per arrivare al potere agognato erano all'ordine del giorno, soprattutto tra residenze religiose e palazzi reali.
La guerra dei cento anni come sfondo dalla quale esce sconfitto nell'animo Maynard de Rocheblanche, essendo testimone della ritirata del suo re.
Il re di Boemia morente, sul campo, che gli affida una pergamena contenente un segreto pericoloso, la sua ricerca dell'oggetto riportato nello scritto nel tentativo di espiare colpe passate, lo sforzo di non coinvolgere troppe persone che non va a buon fine. Compagni di viaggio che risvegliano in lui una forza assopita.

Incontri rischiosi, travestimenti, arresti, morti e tanto mistero, tutto questo comporta la lettura de L'abbazia dei cento peccati tutta d'un fiato. Si raggiunge in poco tempo la fine, ma si dovrà attendere per il seguito.
La scrittura è fluida e questa fa in modo che la lettura sia piacevole, ottimo metodo per trascinare nella lettura di queste pagine molte persone.
Il medioevo, con le sue macchinazioni che provengono in primo luogo dalla chiesa, è descritto con un linguaggio semplice tanto da destare interesse e curiosità.
Ci sono autori che inseriscono all'interno dei loro libri, parole pompose di cui ignorano anche il significato solo per risultare ad un livello più altro di molti altri. Questa non è scrittura. Lo scrittore deve arrivare ad incuriosire il lettore, anche usando parole semplici e storie semplici.

Questo lo sottolineo nei confronti di critiche varie che non reputano lo scrittore a livelli altissimi. Ancora devo capire chi eleva, poi, certi scrittori a quei livelli senza poterselo permettere.
L'opinione è soggettiva, naturalmente, può trovare accordi o disaccordi. 
Io reputo Simoni un bravo scrittore. 
Non esagero nei complimenti perché rimarrebbe sempre un complimento soggettivo, da fare, magari, allo stesso autore e non davanti a tutti solo per far vedere, solo per far risaltare l'articolo o per altro.
Ma mi piace più lui rispetto a molti scrittori super pubblicizzati da altre case editrici (parlo dei grandi colossi) che vendono libri a prezzi esorbitanti e che hanno storie misere o trite.

Detto questo, ora non mi rimane che attendere il seguito...c'è sempre la fregatura nella saga, è cioè l'attesa!!!







“La superbia allontana da Dio;
l'invidia dal prossimo;
l'ira da noi stessi.”

Ugo di San Vittore. De quinque septenis, II

Trama:

E' l'agosto del 1346, quando il valoroso Maynard de Rocheblanche, sopravvissuto a una disfatta militare, entra in possesso di una pergamena con un enigma vergato.
Quell'oscuro testo fa riferimento a una reliquia preziosa, avvolta nel mistero, il Lapis exilii.
Sono molti coloro che hanno interesse a impossessarsene, primi fra tutti un ambizioso cardinale di Avignone e il principe Karel di Lussemburgo, desideroso di farsi incoronare imperatore. Per non far cadere l'inestimabile documento in mani sbagliate, Maynard sarà costretto a fuggire. Si recherà prima a Reims, presso la sorella Eudeline, badessa del convento di Sainte-Balsamie, poi nell'abbazia di Pomposa. Proprio lì avverrà il fortunato incontro con l'abate Andrea e il giovane pittore Gualtiero de' Bruni, insieme ai quali proverà a scoprire la verità sulla reliquia. L'unico a conoscerla, tuttavia, è un monaco dall'aspetto deforme, che ha carpito il segreto del Lapis exilii da un luogo irranggiungibile, il monastero di Mont-Fleur.






L'abbazia dei cento peccati
Marcello Simoni
Newton Compton editore
9,90 

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