venerdì 10 ottobre 2014

Premio Nobel Letteratura 2014


Un anno fa il Premio Nobel alla Letteratura lo vinceva la canadese Alice Munro perché è una “Maestra del racconto breve contemporaneo”. 
Naturalmente ho verificato di persona e devo dire che mi sono affezionata ai suoi racconti.
Quest'anno nella corsa al Nobel per la Letteratura figuravano anche Umberto Eco e Dacia Maraini, due italiani per cercare di portare a casa il Premio dopo che questo fu dato all'italiano Dario Fo nel lontano 1997, ma loro son state solo delle comparse. 
La vera battaglia si è consumata tra i favoriti, risultati tali dalle ricerche dei vari bookmaker, Haruki Muakami e Ngugi Wa Thiong'o, anche se altri due nomi figuravano nelle retrovie ed erano quelli di Nuruddin Farah e Svetlana Alexievich. 
Ed invece...sorpresa!
In silenzio perché nominato di meno rispetto agli altri, vince il Premio Nobel Letteratura 2014, il francese Patrick Modiano. 
Ha ricevuto il Premio “per l'arte della memoria con la quale ha evocato i destini umani più inafferrabili e svelato la vita reale durante l'Occupazione”.
Modiano nacque a Boulogne-Billancourt, nella regione dell’Île-de-France  nel 1945.

Il padre dello scrittore e sceneggiatore francese aveva origini italiane e la madre era un'attrice belga. Dalla collaborazione del padre con il regime nazista, Patrick Modiano, non si riprese e cercò di ritrovare attraverso la narrativa la figura paterna. 
Al liceo conosce Raymond Quenau, un amico della madre, che diventerà suo amico e che fece conoscere a Modiano la letteratura e molti letterati.
La figura del padre risulta una spina nel fianco per Modiano, risultando tutt'altro che forte visto che dopo la cattura dei nazisti decide di aiutarli per poter sopravvivere, calpestando in questo modo l'onore. 
Proprio per questo motivo, i suoi romanzi vertono sulla figura dell'ebreo, sulla Parigi occupata dai nazisti e su dei personaggi ambigui.
Anche la collaborazione al film Lacombe Lucien che viene candidato all'Oscar nel 1974, come miglior film straniero ha la macchia dell'onta. Difatti parla di un ragazzo che lavora in una casa di riposo, nel 1944, a sud della Francia e che diventa un collaborazionista dei nazisti.



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