venerdì 7 novembre 2014

Come evitare consigli inutili


Vedo sempre più spesso circolare libri che danno l’imprinting per vivere la vita (la propria vita) al meglio, senza pesi, senza aspetti negativi, senza pensieri, senza vizi, solo col sorriso sempre e comunque: “28 semplici abitudini che ti renderanno una persona più felice”, “100 modi per vivere una vita migliore”, “Le 7 regole per avere successo”, “Come trattare gli altri e farseli amici”, “il più grande venditore del mondo”, “The secret”.
I loro autori sembrano fare a gara per dispensare consigli, naturalmente l’uno si reputa migliore dell’altro!
A prescindere che il sorriso viene dopo un muso lungo, una litigata, un pensiero negativo (yin e yang, nero e bianco e poi i colori, senza sfumature!), ma non capisco come viene in mente a questi personaggi (in qualsiasi modo si fanno chiamare) di decidere al posto degli altri come dev’essere vissuta la vita.
Quando sei felice danza, canta, balla – sii felice! E quando giunge la tristezza, cosa inevitabile… già si sta affacciando, deve giungere poiché è inevitabile, non c’è modo di scacciarla… se cerchi di evitarla, dovrai distruggere la possibilità stessa di essere felice. Il giorno non può esistere senza la notte, l’estate non può esistere senza l’inverno, e la vita non può esistere senza la morte.
(Osho)
Alla base di consigli, esempi e dictat c’è la vita (quella vera) di ognuno e ogni persona deve volere il cambiamento.
Ad esempio, ci sono libri “miracolosi” per smettere di fumare, perché fumare fa male. “Ah si?”, avete mai pensato che la persona che fuma, magari sa che fa male, ma vuole farlo lo stesso?
Allora posso scrivere un libro anch’io, “smetti di respirare” perché l’aria è infestata da gas nocivi e agenti chimici.
Ma poi ti senti dire da persone che hanno smesso o che non fumano che il fumo è un di più che moltiplica gli effetti negativi dell’aria rarefatta.
“Ah!” Allora tu che bevi un liquame gassato col quale si toglie anche la ruggine o tu che spalmi sul pane o sulle fette biscottate olio di palma con presenza di cioccolata ridotta allo 0,0001%, tu credi di vivere sano?
Nessuno può farsi condizionare dal pensiero altrui.
Chi scrive certi libri (fatico a chiamarli così), li scrive pensando a se stesso ed osservando dei campioni di persone. Ma non sono tutti uguali.
Non si può generalizzare come con gli oroscopi e rivolgersi ad ogni soggetto (che comprerà il libro) allo stesso modo.
Ben accetti son dei libri che spronano, che risvegliano la volontà di fare, assopita da vari avvenimenti nel corso della vita di ognuno, ma questi libri (come ad esempio La via dell’artista di Julia Cameron) sottolineano il concetto scritto sopra: “Se la persona non è consapevole, non è pronta per dare una svolta, allora le parole non funzioneranno”.
Anzi creeranno più confusione.
Son tutti bravi a dire cosa fare agli altri, ma nessuno pensa veramente alla persona che riceverà queste dritte, questi consigli da seguire.
PicMonkey Collage
Son libri che pensano a far smettere (di fare qualcosa) o a far soldi, nessuno si chiede cosa vuole davvero la persona. 
Anch’io ho nella mia libreria un libro di Fabio Marchesi “Io scelgo, io voglio!Io sono, ero curiosa e l’ho comprato, ma ancora non lo leggo fino alla fine.
Facendo una sorta di analisi al titolo, si scoprono delle ovvietà ed anche se in certi casi l’ovvietà non è così ovvia, in questo caso è assolutamente ovvia.
Io scelgo, certamente, ogni percorso della vita è dato da una scelta. Se non si sceglie si rimanere fermi in un limbo (ed alcuni lo fanno per capire cosa fare, dove andare…).
Io sono, si una persona, ma qualcuno molto tempo fa (nel 1637 nel Discorso sul metodo), tale René Descartes (italianizzato in Renato Cartesio) disse, “Dubito ergo cogito, cogito ergo sum” (Dubito quindi penso, penso quindi sono), quindi era già assodato che la persona è (se questo concetto era in dubbio!)
Nota fondamentale: Io voglio?
Metto il punto interrogativo perché questo è il dilemma.
E’ necessario capire se la persona che dedica del tempo (strano perché la maggior parte dice di non leggere perché non ha tempo) a certe letture, vuole davvero cambiare oppure capire le emozioni e sensazioni altrui.
Conosci te stesso (ΓΝΩΘΙ ΣΑΥΤΟΝ in greco antico; Nosce te ispum in latino) recitava l’iscrizione nel tempio di Apollo e stiamo parlando di tantissimo tempo fa).
Conosci_te_stesso_01_ING
Conoscere l’altro e se stessi – cento battaglie, senza rischi; non conoscere l’altro, e conoscere se stessi – a volte, vittoria; a volte, sconfitta; non conoscere l’altro, né se stessi – ogni battaglia è un rischio certo.
(Sūnzǐ, generale e stratega cinese)
Ma per capire gli altri, la persona deve prima capire se stessa, deve conoscersi e non è facile farlo. Un libro non può aiutare, perché il percorso è elaborato. Parenti, amici, compagni, psicologi, non possono cambiare una persona se il cambiamento non è voluto fortemente dalla persona stessa.
Questa è la cosa importante da tenere a mente.
La persona può essere ascoltata, osservata, abbracciata (comportamenti che son in grado di fare solo poche persone), ma non potrà mai essere cambiata da delle parole scritte su dei libri, i quali autori non conoscono il soggetto che le leggerà.
Siamo belli così come siamo perché è bella la varietà (come tante mongolfiere colorate, non so perché ma mi viene in mente questo esempio), non si possono avere dei soldatini plasmati a proprio volere, tutti uguali, è come avere una coltre di fumo nero perenne sulle nostre teste.
E comunque evitiamo di farci seghe mentali.

smetterla_di_farsi_le_seghe_mentali
“È tipico del depresso non fare niente ma aspettarsi che gli altri facciano qualcosa per lui.” 
(Giulio Cesare Giacobbe)

Se volete diventare consapevoli della vostra essenza non leggete libri che vi faranno “cambiare” per pochi giorni o mesi o qualche anno, ma ascoltate la vostra volontà e la vostra sete di conoscenza e risvegliatevi un po’ alla volta. Il risveglio è il segreto, ma si dev’essere disposti ad ascoltare non le cavolate, ma ascoltare il proprio io.

Nessun altro ti costringe a vivere in un inferno: sei tu a sceglierlo. La mente vede il negativo e lo diventa, perpetuando così la miseria: più negatività hai nella mente, più negativo diventi, e più negatività accumuli. Il simile attrae sempre il simile, e questo va avanti da vite intere! Manchi l’estasi della vita a causa di questo approccio negativo. 
(Osho)



Articolo scritto per iltempolastoria.it

http://www.iltempolastoria.it/rubriche/libri-in-viaggio/come-evitare-consigli-inutili/

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