venerdì 1 settembre 2017

Fiore di tuono: recensione




Autore: Jean Teulé
Traduttore: Sara Puggioni
Editore: Neri Pozza
Pagine: 201
Genere: Noir storico
Anno di Pubblicazione: 2014





“Non risparmierò nessuno.
Né papi né cardinali.
Né re, né regine. Né i loro principi o principesse.
Non risparmierò preti, borghesi, giudici, medici né mercanti, né parimenti mendicanti.”





Hélène Jégado è una ragazza adorabile. Ha occhi cerulei e curiosi che si perdono tra le onde dell'Atlantico e lunghi capelli biondi nascosti sotto un tradizionale copricapo bretone. Inoltre è intelligente, servizievole e bella come i "fiori di tuono" che raccoglie nei campi di fronte a casa. Com'è possibile allora che, solo pochi anni dopo, nel 1851, la polizia la bracchi ritenendola la serial killer più spietata che la Francia abbia mai conosciuto? La spiegazione risiede in un'antica e macabra leggenda celtica che un giorno la madre di Hélène racconta alla figlia: secondo la credenza, la Morte era solita servirsi di "un operaio" di nome Ankou, uno spirito maligno che si incarnava nelle persone e le costringeva a mietere più vittime possibile. Al pari di tutti gli abitanti della Bretagna del Sud, anche Hélène crede ciecamente a quella leggenda. Lo fa perché non ha cultura, certo, ma anche perché quello è l'unico modo che conosce per esorcizzare la paura e giustificare la profonda miseria in cui è costretta a vivere. Così, quando sull'altare di una chiesa in rovina scopre una piccola statua di Ankou e un'incisione - "Non risparmierò nessuno. Né papi né cardinali. Né re né regine" - si sente possedere da una forza nuova, incontenibile, e non ha più dubbi: il Dio del massacro è entrato in lei. Appresi dalla madre tutti i trucchi del mestiere di cuoca, Hélène inizia a girare la Francia...






Un romanzo che sconvolge il lettore per la tranquillità attraverso la quale l'assassina compie i suoi omicidi. Sono come storia già scritta. Non si stupisce, non si emoziona riguardo le vittime. Il lettore segue il suo percorso rimanendo allibito da tanta pacatezza e dal suo distacco quasi innaturale!
Un caso di cronaca nera bretone del 1800 viene raccontato da Jean Teulé, un caso buio che si avvicina al gotico per il mistero che aleggia sulle morti. Da piccola Fiore di tuono era rimasta incantata dalla storia dell'Ankou, che andava a trovare nella cappella maledetta di Caqueux e rimaneva ore e ore da sola a fianco ai Menhir, pietre megalitiche scelte per culti celtici, a pensare o ad idealizzare l'Ankou tanto che, alla fine, credeva di essere lei l'Ankou, perché la morte si serve di persone per compiere i suoi doveri.
Tra superstizioni e riti barbari ancora in uso in quella terra di Bretagna, la mente di una bambina che non vede una luce a rischiarare il suo cammino può piombare nel nero profondo senza riuscire a riemergere. Anche se...Fiore di tuono aveva forse trovato un appiglio, che abbandona per continuare la sua missione. Lui, rimasto vedovo, provava per lei una forte emozione tanto da portarlo a difendere la morte davanti a delle persone allibite.






Jean Teulé è nato a Saint-Lo, Manche, il 26 febbraio 1953. Ha scritto per la televisione, il teatro e il cinema. È autore di numerosi romanzi, tra cui Io, François Villon (2007), Il marchese di Montespan (2009) e Vita breve di un giovane gentiluomo (2011), pubblicati da Neri Pozza. Vive a Parigi con l'attrice Miou-Miou.









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