venerdì 12 gennaio 2018

Il silenzio dell'altopiano: recensione





Autore: Steinar Bragi
Traduttore: S. Cosimini
Editore: Marsilio
Pagine: 288
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2017




Sinossi:
Una natura che dà le vertigini, gente e luoghi che appaiono per poi scomparire, sassi, acqua, poche piante, muschi, licheni, uccelli e insetti, niente di complesso. La sola cosa complessa in quel deserto era il contenuto delle loro menti.
A bordo di una jeep carica di alcol e provviste, due coppie di Reykjavík si sono lasciate alle spalle la città con le sue tensioni per avventurarsi nel silenzio delle lande desertiche dell’entroterra islandese. Lontani da tutto, dispersi tra distese di pietre battute dal vento e circondati dall’inospitale paesaggio vulcanico, i quattro amici perdono l’orientamento e, dentro una nebbia densa e scura, finiscono per schiantarsi contro una grande casa che, dal nulla, si materializza all’improvviso davanti a loro. I due vecchi abitanti li accolgono per la notte, ma lì fuori si percepisce la presenza quasi fisica di una minaccia. Sono solo le volpi artiche o è qualcosa di più inquietante? E il pericolo è solo all’esterno o anche tra le mura di quell’apparente rifugio, nelle pieghe di un’amicizia che nasconde tensioni irrisolte? Col passare delle ore, l’altopiano si fa cassa di risonanza di ogni loro pensiero, mentre la natura con cui desideravano riconciliarsi all’inizio del viaggio perde rapidamente qualsiasi seduzione e romanticismo, rivelandosi ostile e violenta, uno spazio selvaggio e crudele dove le regole della civiltà non hanno più alcun valore. Avvolti da una foschia che cancella i confini fra terra e cielo, i quattro finiscono in una sorta di limbo fra la vita e la morte, incapaci di contrastare il pericolo che si fa sempre più palpabile intorno a loro spingendoli a tornare continuamente a quella casa misteriosa con i suoi bizzarri inquilini.




Recensione:
Un incidente che apre un mondo parallelo dove i quattro amici vivono una terrificante avventura, mentre nel mondo presente sono vittime di un impatto contro una roccia. I quattro amici avevano già dei problemi irrisolti tra loro e tra essi e il proprio io, drammi nascosti nel profondo che non volevano far riemergere per non riportare a galla dolori da rivivere. Questa avventura li riporta in superficie con una spinta che squarcia il silenzio fino ad ora espresso! L’altopiano e la durezza del suo paesaggio si presta perfettamente a far rinascere le ossessioni addormentate. Ossessioni che si intrecciano con leggende nordiche L’Islanda affascina molte persone per la sua purezza ma il nulla che la circonda e che fa da padrone 
per vaste distese fa rimbombare tra i ghiacci il silenzio che penetra nella persona e gli fa ascoltare l’eco della solitudine nel quale rimbalzano i problemi che si trascina e che cercano una via di uscita. La casa dove i personaggi tornano ripetutamente e dalla quale non riescono a rimanere distanti per troppo tempo è come se fosse il centro di una maledizione che si collega a macabri misfatti frutto di leggende, il tutto miscelato con il centro dei problemi che ogni personaggio ha e cerca di risolvere senza venirne a capo perché c’è un blocco che li fa ripartire da capo e non fa sbrogliare la matassa che li ha ridotti a portarsi dietro dei traumi irrisolti che compromettono la loro vita rovinata dall’uso di alcol, droghe o comportamenti socialmente chiusi o deplorevoli come sfogo del male che sentono e non tirano fuori. Si viene sopraffatti dall’angoscia dei personaggi. Il lettore crede di seguire un’avventura horror mischiata all’inquietudine tipica del thriller e del noir per poi rivelare una fine diciamo diversa che lo sorprende lasciandogli dei dubbi nella mente. Ma il thriller psicologico e nordico è questo e la sua particolarità dipende dai posti dal quale proviene! E non dimentichiamo che l’autore è un filosofo che forse vuole riportare il valore assoluto della vita in rapporto a altri valori mentali o fisici che migliorano o peggiorano la vita stessa. Forse attraverso un viaggio filosofico che è la realtà vuole sottolineare come i valori che sono le nostre azioni vanno a modificare l’esistenza nel peggio o nel meglio. Si deve anche comprendere che l’Islanda è stata teatro di una crisi economica che ha mandato in frantumi le vite di molte persone che già devono sottostare ad una natura a tratti desolante. In una versione cinematografica, la storia potrebbe comprendere le pause e lo stile di Twin Peaks il ritorno!




L’autore:
Steinar Bragi (Reykjavík 1975), letterato e filosofo, è uno scrittore islandese, autore di romanzi e raccolte di poesie, per i quali è stato candidato anche al Nordic Council Literature Prize. Si è affermato nel panorama internazionale con Il silenzio dell’altopiano, in corso di traduzione in diciotto paesi, in cui attraverso la lente del genere rilegge le contraddizioni della grave crisi economica che ha colpito l’Islanda negli ultimi anni. 

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