giovedì 7 giugno 2018

La settima lapide: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it






http://thrillernord.it/la-settima-lapide/


Autore: Igor De Amicis

Editore: DeA Planeta Libri
Genere: thriller
Pagine: 416
Anno di Pubblicazione: 2018



Sinossi: un cimitero fuori Napoli, sette fosse scavate nel terreno. Per ciascuna, una lapide con nomi e cognomi incisi sulla pietra. Ma soltanto la prima tomba è “occupata”: dal corpo di un piccolo boss della camorra, con la gola tagliata di netto. Le altre sei sono vuote, un avvertimento. Di più, una promessa. Tra i destinatari della macabra messinscena ci sono mezze tacche e capiclan, narcotrafficanti e assassini, secondo una logica che la polizia non riesce a interpretare. L’ultimo nome è quello di Michele Vigilante, un uomo che è diventato leggenda facendosi rispettare prima in strada, con la lingua della violenza, e poi in carcere, con la lingua dell’onore. Si è fatto più di vent’anni dietro le sbarre e, proprio adesso che ha ottenuto la libertà anticipata e con il crimine vorrebbe aver chiuso, una condanna ben peggiore sembra aspettarlo fuori. Ma non è un caso se un tempo Michele era conosciuto con il soprannome di “Tiradritto”: non si è mai fermato davanti a niente e non lo farà neanche questa volta, nella terribile caccia all’uomo che è destinata a pareggiare molti conti.


Recensione:
Napoli, la città del sole e del sorriso, ha un lato lugubre, buio, un lato che oscura la facciata positiva e si erge come un’ascia sulla testa degli abitanti.
A Napoli esiste una realtà che viene comandata da un’organizzazione criminale, la camorra. Una lotta tra famiglie coinvolge anche gente comune, che non alza mai la testa per ribellarsi, così nel quartiere di Scampia si inizia fin da piccoli a lavorare per le famiglie.
Michele Vigilante, detto Tiradritto, è molto bravo e, per un motivo che rimane nascosto fino all’ultimo, diventa l’obiettivo di un seriale che ha già preparato sette lapidi nel cimitero fuori dalla città, con su scritti i nomi di chi ucciderà.
Molta gente esulta perché il seriale libera la città dalla feccia, anche i media tifano per quest’ombra. Chi vuole eliminare sette malavitosi è visto come un liberatore, soprattutto perché eliminerebbe gente che intimidisce, che si fa pagare il pizzo o che rompe le gambe se le persone non lo pagano, gente che commette omicidi e che traffica con droga e prostituzione.
Ma la gente non pensa che sono solo sette gli obiettivi, mentre la rete camorristica, unita anche ai calabresi per i traffici di droga, è lunga e intricata. Per un capo, un killer o dei ’uaglioni morti ci sono sempre un nuovo capo, un nuovo killer e altri tirapiedi pronti a subentrare.
La polizia rimane sempre un passo indietro al seriale e non capisce perché. A meno che non ci sia una talpa all’interno.
Michele Vigilante è in carcere e sta scontando vent’anni, ma grazie alla buona condotta esce prima, e si ritrova, inizialmente, spaesato.
La sua vita carceraria è stata turbolenta, per questo veniva sbattuto da un carcere all’altro, ma dopo aver conosciuto un personaggio in carcere, suo ultimo compagno di cella, si è calmato; senza però dimenticare il passato che avvolgeva la sua mente soffocandola con degli incubi.
In questi incubi un volto emergeva e perseguitava Michele. A questo volto si ricollegano molte persone. Tra criminali senza coscienza che fuggono per salvarsi dalla morte, credendo che non li raggiunga se si nascondono, tra personaggi che non vedono l’ora di prendere il posto vacante di capi ormai finiti, e poliziotti problematici, il seriale agisce senza intralci.
Chi è questo volto sconosciuto?
Dovete leggere il libro per scoprirlo! Questo libro non è come i soliti thriller perché, per l’argomento che tratta, è complesso. Ha una trama difficile perché ambientata in un quartiere gestito dalla camorra, in mezzo a traffici sudici che macchiano una città, con la gente del posto che decide di seguire una via all’apparenza facile – piegarsi ai voleri delle famiglie – per avere libertà e soldi facili; ma questa è una chimera.
Un thriller scritto bene che fa venire i brividi e che, alla fine, commuove, trasformando la rabbia in emozione. Un thriller che spiega la realtà del carcere e dei criminali in modo chiaro, che scuote il lettore perché gli dà l’idea della vita tra le sbarre e della vita criminale che coinvolge anche i ragazzini.
La vita non è una serie tv o un film, e chi conosce realtà difficili come un commissario capo della Penitenziaria riesce a descrivere in modo impeccabile ciò che vede ogni giorno e riesce a tenere incollato alle pagine il lettore, che rimane certamente colpito dalla storia.



Igor De Amicis


Igor De Amicis è commissario capo di Polizia penitenziaria. Ha pubblicato alcuni fortunati romanzi per Einaudi Ragazzi. Il suo primo thriller è La settima lapide.

A cura di Marianna Di Felice




Recensione scritta per www.thrillernord.it


Figli del segreto: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it





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Autore: Cinzia Tani

Editore: Mondadori
Pagine: 396
Genere: Storico
Anno di Pubblicazione: 2018



Sinossi: Le vicende degli orfani Acevedo si mescolano con le avvincenti evoluzioni di un secolo, il Cinquecento, che vedrà l’affermarsi della dinastia degli Asburgo. In seguito alla scomparsa prematura di tutta la discendenza maschile della dinastia castigliano-aragonese, e in particolare dopo la morte del padre Filippo il Bello e l’infermità della madre Giovanna di Castiglia – creduta da tutti pazza –, a diciannove anni Carlo V si trova a capo “di un impero che non si era mai visto neppure ai tempi di Carlo Magno”. Ed è proprio al volgere del secolo che la vita dei fratelli Acevedo cambia per sempre quando, una notte, i genitori vengono barbaramente assassinati in casa. A prendersi cura di loro da piccoli sarà la zia Angela, cugina di Isabella di Castiglia, sovrana di Spagna e madre di Giovanna. Davanti all’ingiusta prigionia di Giovanna – imposta prima dal marito (le infedeltà del quale sono la vera causa delle crisi di nervi della donna), poi dai genitori – Manuela, nel frattempo diventata sua damigella e confidente, si convincerà che una vita tranquilla, al riparo dalla passione, sia la scelta migliore. In realtà, sia lei sia i suoi fratelli, Gabriel, Octavia e Sofia, tutti destinati ad accasarsi nelle migliori corti d’Europa, scopriranno presto che all’amore non si sfugge, e proprio l’amore rappresenterà per alcuni di loro un destino tragico. Mentre i segreti di famiglia a poco a poco vengono a galla, rivelando sconcertanti verità, sui campi di battaglia soccombono eroi come il leggendario Giovanni dalle Bande Nere, e intorno ai nostri quattro testimoni d’eccezione la Storia dispiega le sue consolidate geometrie: matrimoni d’interesse celebrati al solo scopo di rinsaldare alleanze politiche, sovrani capaci di tramare alle spalle dei loro eredi, principesse costrette a sposarsi giovanissime con uomini capricciosi e rapaci.

Recensione:
Sul palcoscenico storico troviamo due protagonisti importanti per la Spagna, Isabella di Castiglia e Ferdinando di Aragona, impegnati a unificare la Spagna, a cacciare ebrei e musulmani o a convertirli trattandoli sempre come se fossero eretici.
Debole è la linea che separa le persone di una religione diversa da quella cristiana dal temuto tribunale dell’Inquisizione.
In questo clima di paura, povertà da una parte e benessere dall’altra, si svolge la storia della famiglia Acevedo. Alla luce di qualche candela accesa, ombre si muovono ostili in casa e, davanti al marchese Diego Acevedo e alla sua consorte Carmen, commettono un duplice omicidio. Cercano di trascinare i corpi ma uno scricchiolio le fa scappare. Da quel giorno la vita dei ragazzi Acevedo si svolge in compagnia della zia Angela.
Gabriel e Manuela sono grandi, per questo sono istruiti per andare a vivere a corte, Sofia e Octavia dovranno aspettare ancora degli anni per seguire le orme dei fratelli. La zia Angela è la cugina della regina Isabella di Castiglia. Ma sulla testa dei fratelli pendono molti segreti, compreso l’assassinio dei genitori. Vivranno a corte e seguiranno le evoluzioni del Regno di Spagna a seguito dei reali loro destinati. Tra guerre, combattimenti e matrimoni reali, si distingueranno per capacità, intelligenza, bellezza e qualcuno attirerà invidie pericolose. Ritroveranno un fratello e riusciranno a sapere cosa successe la notte dell’assassinio, grazie a…
Ci si deve fermare, altrimenti le parole, che escono fluide data la pienezza del racconto, potrebbero rivelare troppo.
Leggendo il libro, dalle prime pagine, il lettore viene catturato da ciò che accade e viene catapultato nelle vicende dei reali spagnoli e dei nobili Acevedo.
La storia non è amata da molti perché è considerata pesante da leggere ma se la scrittura è coinvolgente e intensa come quella di questo libro, allora diventa decisamente piacevole far scorrere gli occhi tra le sue pagine.
Gli avvenimenti descritti sono assolutamente intensi e coinvolgenti, tanto da sprofondare nella lettura e ritrovarsi in un altro mondo.
Le vicissitudini della famiglia Acevedo si svolgono durante il periodo storico spagnolo di fine ’400 e inizi ’500, con i protagonisti reali Ferdinando di Aragona e Isabella di Castiglia, e in seguito il periodo spagnolo/asburgico, con il nipote Carlo V, figlio di Giovanna di Castiglia e Filippo I d’Asburgo.
Come antagonisti ci sono Francesco I di Francia, Enrico VIII d’Inghilterra, il Papa, i lanzichenecchi, pirati riducibili a giochi di potere, rivalità e interessi. Tra segreti, violenze, sentimenti, tristezze si dipana la storia della famiglia Acevedo, una storia che incanta il lettore e lo trascina tra drammi e gioie; una storia che non finisce con questo primo libro, che è solo l’inizio di una lettura alla quale il lettore si appassionerà.


Cinzia Tani


Cinzia Tani, giornalista e scrittrice, è inoltre autrice e conduttrice di programmi radiotelevisivi, tra cui “Il caffè di Rai Uno”, “Visioni Private”, “FantasticaMente”, “Assassine” e “Italia mia benché”. Nel 2004 è stata nominata Cavaliere della Repubblica per meriti culturali. Ha pubblicato per Mondadori: “Assassine” (1998), “Coppie assassine” (1999), “Nero di Londra” (2001), “Amori Crudeli” (2003), “L’insonne” (2005), “Sole e ombra” (2007, Selezione Premio Campiello), “Lo stupore del mondo” (2009), “Charleston” (2010), “Io sono un’assassina” (2011), “Il bacio della dionea” (2012), “Mia per sempre” (2013), “La storia di Tonia” (2014), “Il capolavoro” (2017).

A cura di Marianna Di Felice




Recensione scritta per www.thrillernord.it


domenica 3 giugno 2018

Review Party: Il giallo di Palazzo Corsetti

Recensione scritta per www.thrillernord.it





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Il giallo di Palazzo Corsetti. Un’indagine del commissario Adalgisa Calligaris (Vol. 3)

Recensione di Marianna di felice


Autore: Alessandra Carnevali

Editore: Newton Compton
Pagine: 288
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2018


Sinossi.  La cittadina umbra di Rivorosso è da qualche settimana in grande fermento: Canale 16, neonata rete televisiva, ha scelto il castello della contessa Corsetti Billi come location per un reality show musicale, Sing Sing.
I sei concorrenti scelti dalla produzione dovranno cantare, vivere e raccontare al pubblico di sé rimanendo dentro il castello, senza poter mai uscire. Tutto procede a meraviglia fino alla serata finale, che decreterà il vincitore in diretta nazionale. Mezza Italia, con l’intera Rivorosso in prima fila, è davanti alla TV, in attesa del verdetto, quando un terribile incidente trasforma in tragedia il clima festoso della proclamazione e dà inizio a una serie di omicidi misteriosi. Tutti gli ex concorrenti sono spaventati e in pericolo. Chi vuole la loro morte? Il commissario Calligaris, affiancato dal fedele ispettore Matteo Corvo e da qualche cittadino di Rivorosso improvvisatosi detective, si troverà a indagare nel mondo patinato dello show business e nelle vite private degli artisti. Che sono luminose solo all’apparenza…

Recensione:
Un reality show musicale organizzato in un paese umbro era un vanto per le persone del posto, anche perché avrebbe portato altri turisti e gli occhi degli italiani sarebbero stati puntati su Rivorosso, anche se interessati di più a gossip e cantanti che alla cittadina.
La cacciatrice di chiacchiere era già all’opera: la chiamavano Paris Picchio perché si vestiva come la vera Paris (Hilton) e il padre possedeva hotel, ma l’abbigliamento della prezzemolina statunitense su di lei non faceva lo stesso effetto!
Il commissario Adalgisa Calligaris e il commissariato tutto stavano assistendo alla finale davanti al televisore restando operativi per motivi di sicurezza quando era successo il fattaccio!
La trasmissione si era interrotta e tutti erano rimasti scioccati da ciò che avevano visto. Il commissario si era messo subito all’opera nel castello della contessa Corsetti Billi, sede del reality. Da quel momento in poi, investigando sul caso, il lavoro del commissario e dei suoi era decisamente aumentato. Una serie di omicidi aveva iniziato a spaventare e incuriosire gli ospiti, la padrona di casa, Paris Picchio, i giornalisti e gli abitanti di Rivorosso.
Le indagini non riuscivano a ingranare, ma la svolta l’aveva data proprio la Paris paesana, inventandosi un blog informativo e, grazie a un suo ex compagno di classe giornalista, era riuscita a scavare nel passato di molti personaggi rimasti prigionieri nel castello.
L’apparenza inganna! Molti segreti erano venuti a galla, segreti che facevano gola all’assassino…
Una lettura decisamente amabile, il lettore riesce a seguire le indagini poste in modo scorrevole, tanto che non ci si accorge di essere arrivati alla fine se non per la trama che cambia e arriva al culmine della storia. Le vicende dei personaggi che mano a mano si scoprono sono scritte in modo chiaro e senza perdersi in inutili chiacchiere, così il lettore riesce a seguire senza fatica. Il personaggio di Tamata Paris Picchio è una ciliegina sulla torta che porta a sdrammatizzare l’intera vicenda.
La durezza del commissario può portare il lettore a guardarla con ostilità iniziale ma è una corazza che usa nel lavoro come segnale di serietà e nella vita per dominare le sue paure, per questo piace perché è decisamente umana.
Spero possano seguire altre storie legate al personaggio di Adalgisa Calligaris!
Nel frattempo buona lettura!



Alessandra Carnevali (Scheda Autore)


Alessandra Carnevali è nata a Orvieto ed è laureata in Lingue. Ha partecipato, in veste di autrice, al Festival di Sanremo 2002 con il brano All’infinito eseguito da Andrea Febo. Nel 2007 è stata la prima blogger accreditata al Festival di Sanremo.

A cura di Marianna Di Felice 



Recensione scritta per www.thrillernord.it


mercoledì 23 maggio 2018

Morte a Bellagio: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it





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Autore: Cocco & Magella

Editore: Marsilio
Pagine: 240
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2018


Sinossi: In una gelida mattina di dicembre, poco prima di Natale, la carcassa di una Mercedes nera viene avvistata nelle acque del lago di Como in località Ponte del Diavolo, sulla strada per Bellagio. All’interno del Suv, intrappolato tra le lamiere, c’è il cadavere di Irene Castelli, quarantatré anni, una donna disinvolta e tormentata, ultima erede di una gloriosa dinastia di imprenditori lombardi. La ricchissima ereditiera è morta in circostanze misteriose, dopo una fuga precipitosa e un rocambolesco incidente notturno. Qualcuno ha manomesso i freni dell’auto. Cos’è accaduto a Irene? Chi voleva ucciderla? Le indagini, affidate al commissario Stefania Valenti e ai fidi Piras e Lucchesi, si concentrano da subito sulla vita privata della donna e sui familiari: l’affascinante marito Alberto Barbieri, da cui era di fatto separata da anni; il tenebroso autista-bodyguard russo; i due fratelli, a cui era legata da un ambiguo rapporto; l’enigmatica amica svizzera Inge Fischer. L’avvincente inchiesta, scandita da un meccanismo a orologeria e numerosi colpi di scena, condurrà Stefania Valenti sulle tracce del dramma privato della famiglia Castelli, iniziato quarant’anni prima tra le mura dell’ex sanatorio alpino di Sondalo.


Recensione:
È quasi Natale e in una delle tante notti fredde un Suv esce fuori strada e finisce nelle gelide acque del lago di Como. Per il commissario Stefania Valenti risulta strana la chiamata che la coinvolge nelle indagini perché per lei è un semplice incidente, ma presto dovrà ricredersi.
Dietro al presunto incidente di Irene Castelli c’è una storia che risale a molto tempo prima, quando erano ancora vivi i genitori, quando il nome dei Castelli era reso famoso dall’azienda di tessitura e quando ancora si credeva che la famiglia fosse unita. Ma l’apparenza inganna, soprattutto quando si insabbiano notizie per non infangare il buon nome e quando il potere dà alla testa al punto di allontanare una persona solo per mantenere una facciata di tutto rispetto. Rispetto che Marco Castelli, padre di Irene e di altri due figli, non ha avuto nei confronti della sua famiglia.
Per Stefania Valenti è una matassa decisamente aggrovigliata quella da sciogliere, e deve farlo mantenendo la calma tra le indagini e la vita quotidiana che le riserva alcuni alti e bassi.
Dietro questa parvenza che sembra dura da abbattere, il commissario Valenti scoprirà la tristezza che colpì le persone della famiglia Castelli e il raggiungimento della libertà tanto agognata.
I due autori sono bravi a condurre una lettura decisamente gradevole e trepidante contornata da un paesaggio che sembra magico. Mentre si va avanti con la lettura sembra di percorrere le strade che percorrono i personaggi durante le indagini e sembra quasi di sentire i profumi del bosco e l’aria di montagna, di osservare la tranquillità ma anche l’inquietudine che trasmette il lago. Sono decisamente bravi gli autori con la loro scrittura a condurre il lettore nei luoghi a loro familiari e a costruire negli stessi un’ambientazione che cattura


Cocco & Magella


Giovanni Cocco è nato a Como nel 1976. Amneris Magella è nata a Milano nel 1958, ed è medico legale. Della loro serie a quattro mani con protagonista il commissario Stefania Valenti, tradotta negli Stati Uniti e nei principali paesi europei, sono usciti Ombre sul lago (2013) e Omicidio alla stazione Centrale (2015).

A cura di Marianna Di Felice






Recensione scritta per www.thrillernord.it


giovedì 17 maggio 2018

Osservatore oscuro: recensione



Autore: Barbara Baraldi
Editore: Giunti
Pagine: 528
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2018





Sinossi:

Per Aurora Scalviati, giovane profiler della polizia di Sparvara, i colleghi Bruno Colasanti, Tom Carelli e Silvia Sassi sono diventati la famiglia che non ha mai avuto. Ma tutto è destinato a cambiare con il ritrovamento, alla Certosa di Bologna, del cadavere di un uomo senza nome né documenti di riconoscimento. Gli unici indizi sono la bocca cucita, il corpo martoriato da un'antica, feroce tortura e un tatuaggio sul petto con il nome di Aurora, eseguito postmortem. Sospettata di essere coinvolta nell'omicidio e interrogata senza sosta, Aurora deve scontrarsi non solo con la diffidenza dei superiori, ma anche con quella dei suoi più stretti collaboratori. Persino il suo rapporto con Bruno viene messo a dura prova. Il poliziotto, avvilito per le complicazioni del suo rapporto con Aurora, si è fatto coinvolgere, sotto falso nome, in un giro di corse clandestine in cui bazzicano neonazisti e membri della malavita organizzata. Tom e Silvia, invece, sono troppo impegnati con i loro nuovi incarichi, l'uno presso la polizia postale e l'altra con l'accorpamento dei forestali con i carabinieri. Ognuno di loro, però, non sa di essere diventato il bersaglio di un serial killer che ha intenzione di uccidere uno per uno le persone più vicine ad Aurora. La sua rete di morte, gravata di minacciose simbologie nordiche che affondano nei più sanguinosi riti vichinghi, si stringe fino a raggiungere il collo di Isaak Stoner, il maestro di Aurora, il suo padre spirituale. Valraven è il nome in codice dell'assassino, il corvo sovrannaturale che per le antiche popolazioni scandinave divorava i corpi dei morti sul campo di battaglia. Solo una ragazza ferita e sofferente come Aurora Scalviati può raccogliere questa sfida. Lei e i fantasmi che la scortano e che, ancora una volta, si dimostreranno terribilmente reali...




Recensione:


Aurora Scalviati, ispettore di polizia e profiler trasferita a Sparvara un piccolo comune nella Bassa, dove ha già avuto il suo bel da fare con un killer detto Lupo cattivo, è di nuovo in fermento all'inseguimento di un nuovo killer, questa volta ancora più spietato.
Il team vincente che aveva catturato il primo pazzo omicida si era sciolto e sembrava esser tornata la normalità, ma dopo quello che avevano passato e dopo l’adrenalina usata tra inseguimenti e ricerche non si poteva tornare alla tranquillità senza avere vicino i colleghi che aveva conosciuto. Bruno Colasanti era sempre nel suo stesso commissariato anche se manteneva le distanze dopo quello che era successo tra loro perché doveva mantenere un equilibrio con Elena la sua compagna per poi sfogarsi nelle Corse Fantasma; Silvia era nei Carabinieri ora che la Forestale era stata accorpata; Tom il mago del computer, era nella Polizia Postale; il vecchio commissario Piovani andava in pensione e stava arrivando il nuovo e Aurora si sentiva un pesce fuor d’acqua lontana dalle persone che aveva conosciuto e con le quali aveva stabilito un contatto nel caso del Lupo cattivo.
Ma due occhi la osservavano nell'ombra e presto avrebbe rimpianto la tranquillità!
Un nuovo seriale decisamente spietato aveva lasciato un cadavere in regalo per Aurora nel cimitero monumentale de La Certosa a Bologna con su scritto il suo nome.
I colleghi di Bologna decidono subito di convocare la Scalviati da loro per ascoltare cos’ha da dire e in un attimo Aurora si ritrova all'interno di un incubo molto più reale delle sue solite ossessioni.
Sarà una dura indagine per lei e metterà a rischio tutti i suoi cari, la sua famiglia, le persone con le quali ha legato dopo il trasferimento da Torino.
Le paure riemergeranno e la opprimeranno, il senso di colpa si farà sentire di nuovo a gran voce, riuscirà Aurora a tenerli fuori dalla mente e a liberarsene?
L’indagine scaverà nel passato, un passato doloroso che riguarda suo padre.
Valraven, il corvo dei morti, ripreso dalla mitologia norrena (scandinava) un killer spietato, senza remore e senza pace che come i corvi consumava il corpo dei morti dopo lo scontro.
Aurora vacillerà sotto i suoi atti malvagi, ma…
Non posso scrivere di più altrimenti rovino il bello della lettura.
La seconda fatica di Barbara Baraldi, Osservatore oscuro, non delude le aspettative dei lettori che aspettavano con pazienza l’uscita del libro, bramosi di leggere la seconda avventura dell’ispettore Aurora Scalviati!
Nonostante i tormenti che perseguitano Aurora e gli inghippi nelle indagini la lettura procede spedita grazie alla scrittura dell’autrice che è decisamente piacevole e priva di intoppi che potrebbero tediare il lettore. La Baraldi  mantiene viva la suspense che porta il lettore ad andare avanti nella lettura, viene ipnotizzato da quelle pagine e ad ogni fine capitolo vuole sapere come andrà a finire…è un circolo vizioso! Per la serie “ancora un’altra pagina e chiudo” e subito dopo “ok, l’ultimo capitolo e vado a dormire” e così si arriva alla fine (purtroppo) del libro!
Posso dire ancora complimenti all’autrice e non vedo l’ora di leggere il prossimo caso!
Suggerisco, infine, ai lettori di comprare “Aurora nel buio” perché nel secondo libro, “Osservatore oscuro”, ci sono dei riferimenti del primo che possono confondere il lettore se non hanno un quadro preciso della storia.

 







L’autrice:


Barbara Baraldi originaria della Bassa Emiliana, è autrice di thriller, romanzi per ragazzi e sceneggiature di fumetti, tra cui la serie «Dylan Dog». Il suo esordio nella letteratura poliziesca avviene sulle pagine de «Il Giallo Mondadori» con La bambola di cristallo. In contemporanea con l’uscita del romanzo in Inghilterra e negli Stati Uniti, viene scelta dalla BBC tra i protagonisti del documentario Italian noir sul giallo italiano.

mercoledì 16 maggio 2018

Giallo di mezzanotte: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it


Autore: Franco Matteucci

Editore: Newton Compton
Genere: Thriller
Pagine: 256
Anno di Pubblicazione: 2018


Sinossi: Diana Caselli, notissima star TV, conduttrice di un programma quotidiano sulla cucina, ha accettato di essere l’ospite d’onore della “Caccia al Daü”. È la rievocazione di un rito arcaico ed è la festa più importante dell’estate a Valdiluce: centinaia di persone si radunano infatti ogni anno nel bosco di abeti della Verginetta per catturare il leggendario animale, muniti di un sacco e di un campanaccio. Nell’oscurità della notte di luna nera, accresciuta dalle fitte fronde degli abeti, a mezzanotte in punto si riuniscono in realtà molte coppie in cerca di nuove fantasie, nascono nuovi amori e, dietro il pretesto di imprigionare un animale immaginario, fino al mattino si consumano piaceri sfrenati. Ma questa volta l’alba è tragica: la scomparsa di Diana Caselli e del maestro di sci Franz Suitter, noto latin lover, apre il sipario su un terribile mistero. L’ispettore Marzio Santoni detto Lupo Bianco, con il suo fedele assistente Kristal Beretta, dovrà indagare su due crimini orribili, commessi da uno spietato assassino. Sarà un’inchiesta complicata soprattutto perché costringerà Santoni, suo malgrado, a finire sotto la luce violenta dei riflettori. Per scoprire quanto c’è di torbido nel fantastico mondo della televisione…

Recensione:
Si sa che il mondo dello spettacolo non è proprio casto e che se si vuole la notorietà si deve scendere a patti con il diavolo che prende la forma di personaggi potenti. Non sempre è così, ma per la maggior parte delle volte purtroppo sì, ed è il caso di Diana Caselli, un personaggio della tv diventato famoso a forza di pressioni. Lei si riteneva libera come il vento, per questo litigava spesso con l’uomo con cui era impegnata, il quale non si fidava di lei.
Questi personaggi finirono a Valdiluce il piccolo paese montano dell’ispettore Santoni, detto Lupo Bianco, per inaugurare la caccia al Dau, animale fantastico del folklore e del quale, a quanto sembra, non si hanno prove reali. Durante la caccia chimerica la polizia doveva vegliare le migliaia di persone che si sarebbero riversate nei boschi per fornicare, più che per divertirsi allegramente. Ma l’ispettore Santoni e i suoi colleghi non potevano immaginare che la caccia all’animale fantastico si sarebbe trasformata in caccia all’uomo o alla donna.
La notte ancora non era passata e già l’erba dei boschi era stata macchiata di sangue sotto gli occhi degli animali del bosco, di un testimone e dell’assassino che agiva con freddezza.
Santoni e i suoi colleghi saranno in grado di dimenarsi tra il mistero delle morti e la mandria febbricitante di giornalisti interessata, come un vampiro al sangue, a scrivere un articolo sugli scandali di un noto personaggio della tv? E saranno in grado di ricollegare i fatti avendo pochi elementi annaspando tra le pressioni del capo della polizia?
L’ispettore Santoni è un personaggio che ti entra nel cuore anche perché sembra così raggiungibile per la sua umanità. Leggendo sembra di trovarselo davanti in carne e ossa. Anche la sua mestizia, a tratti, che si insinua nei suoi ricordi o negli eventi personali, lo avvicina e lo rende vero.
Seguire i suoi casi è sempre piacevole, ma questa amabilità è contornata da uno stato di tensione che è lo stesso provato da Santoni. Il lettore si immedesima nell’ispettore.
La dedica alla natura, quando Lupo Bianco cammina per i sentieri di montagna, è sempre gradevole e riporta uno stato di purezza dopo le crudeltà umane.


Franco Matteucci ( Scheda Autore)


Autore e regista televisivo, vive e lavora a Roma. Ha scritto i romanzi La neve rossa (premio Crotone opera prima), Il visionario (finalista al premio Strega, premio Cesare Pavese e premio Scanno), Festa al blu di Prussia (premio Procida Isola di Arturo – Elsa Morante), Il profumo della neve (finalista al premio Strega), Lo show della farfalla (finalista al Premio Viareggio – Rèpaci). È autore di una serie di gialli di grande successo che hanno per protagonista l’ispettore Marzio Santoni: Il suicidio perfettoLa mossa del cartomanteTre cadaveri sotto la neveLo strano caso dell’orso ucciso nel bosco, Delitto con inganno Giallo di mezzanotte. I suoi libri sono stati tradotti in diversi Paesi.
A cura di Marianna Di Felice





Recensione scritta per www.thrillernord.it

martedì 15 maggio 2018

Formule mortali: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it






http://thrillernord.it/formule-mortali/


Autore: François Morlupi

Editore: Edizioni Croce
Pagine: 320
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2018


Sinossi: In una torrida estate romana un passante scopre il cadavere di un uomo atrocemente torturato e mutilato. Sul terreno insanguinato gli arti amputati disegnano una celebre formula fisica. È il primo di una serie di omicidi rituali che coinvolgono vittime senza alcun legame apparente. A tentare di risolvere il caso è chiamato il commissario Ansaldi, professionista integerrimo ma tormentato dall’ansia e dagli attacchi di panico. Ad accompagnarlo in questa avventura verso il male, il vice ispettore Loy, una ragazza con un forte disturbo antisociale di personalità, e altri tre membri del commissariato di Monteverde. Tenteranno insieme di venire a capo di quello che ormai i media hanno battezzato come “il caso delle formule mortali”, un’indagine dopo la quale nessuno dei protagonisti sarà più lo stesso.


Recensione:
E=mc2
a2+b2=c2
pxV=c
Tre formule, tre indizi, tre morti e tre metodi di tortura e di decesso differenti: impalamento, ruota, pulizia dell’anima.
Il commissario Ansaldi e la sua squadra del distretto di Monteverde indagano senza sosta. L’orrore che si presenta davanti ai loro occhi non è comune e loro non sono abituati a queste scene macabre. Sembra essere tornata l’Inquisizione, perché l’attacco è rivolto alla scienza, o meglio, a dei professori di materie scientifiche.
Due omicidi a Roma e uno in Corsica. Ansaldi e il vice ispettore Loy cercano di seguire una pista perché di tracce non ve n’è nemmeno una, gli assassini sono furbi, ma non tutti… Le morti non si fermano, anche perché alimentano dei malati che assistono alle stesse accedendo al deep web che contiene materiale occulto, non visibile a tutti, materiale decisamente negativo. Persone normali all’apparenza ma che dentro casa, nella loro stanza al sicuro da occhi indiscreti o mentre i loro figli sono sul divano, si eccitano con scene raccapriccianti facendo guadagnare migliaia di euro agli assassini. Ansaldi, Loy, Caldara, Di Chiara e Leoncini fiutano qualcosa dopo notti insonni e indagini senza riposo…
Ma lascio leggere a voi cosa succede!
Il thriller è degno di esser chiamato tale, la suspense tiene desto il lettore fin dalle prime pagine e grazie alla scrittura lineare non si incappa in spiacevoli intoppi che potrebbero distrarre o annoiare. I capitoli corti rendono agevole la lettura, in questo modo risulta anche facile ricordarsi i fatti.
Naturalmente non posso dire perché, per non rivelare troppe cose, ma la lettura è emozionante; sono descritti personaggi comuni con problemi quotidiani che potrebbe avere un individuo in carne e ossa, soprattutto individui che fanno lo stesso lavoro o lavori simili; inoltre la storia riesce anche a commuovere.
Posso solo complimentarmi con l’autore, che in mezzo a fatti macabri fa spuntare l’umanità che dà speranza e che non si dovrebbe mai perdere, ma che purtroppo non tutti hanno.

François Morlupi


François Morlupi (Roma, 1983), italo-francese, lavora in ambito informatico in una scuola francese di Roma. Grande appassionato di gialli in generale, e in particolare di quelli scandinavi, di storia contemporanea e di film coreani. Formule Mortali, il suo esordio letterario, è un noir ambientato nei luoghi e fra la gente della Roma che frequenta quotidianamente.

A cura di Marianna Di Felice





Recensione scritta per www.thrillernord.it


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