martedì 13 novembre 2018

Sei ancora qui: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it









Autore: Daniel Waters

Editore: Sperling & Kupfer
Traduzione: Chiara Brovelli
Genere: Thriller
Pagine: 315
Anno di pubblicazione: 2018






Sinossi. Veronica Calder, sedici anni, non ha sempre paura dei fantasmi. A volte quasi non le importa di vederli ovunque attorno a sé. Fanno parte della sua vita ormai, non può evitarli. Eppure, ci sono giorni in cui farebbe volentieri a meno di incontrare l’inquietante signora all’angolo di Case Street, o di dividere lo specchio con lo sconosciuto ragazzo biondo apparso come se niente fosse alle sue spalle. Ma è così dall’Evento, ovvero dal cataclisma che ha messo fine alla vita di milioni di persone. Da allora gli spiriti delle vittime sono dappertutto, abitano le città in un’insolita e quotidiana convivenza con i sopravvissuti. Per alcuni, la loro presenza è a tratti persino confortante, un modo come un altro per avere i propri cari ancora accanto a sé. Veronica preferirebbe che quelle anime potessero riposare, ma in fondo, anche per lei, vedere suo padre ogni mattina, seduto al solito posto in cucina, a leggere il giornale, è meglio di non vederlo affatto. C’è qualcuno, però, che ancora non si è arreso a questa nuova realtà. Qualcuno che, distrutto dal dolore, ha deciso di mettere in atto un piano tanto ambizioso quanto terribile. Un piano che soltanto Veronica può fermare.

Recensione

Immaginate di svegliarvi una mattina e avere intorno più persone, persone che non riconoscete perché non le avete mai conosciute; penserete che forse sono dei turisti o persone care perse da tanto tempo o da poco. Poi, guardando meglio vi accorgete che alcune non vestono in modo moderno, ma anni Cinquanta oSessanta o Settanta.
E facendo correre lo sguardo intorno a voi notate che tutto è più grigio e che queste persone non sono affatto persone perché le persone non svaniscono come se fossero fumo. Allora vi domanderete cosa sia successo e perché persone morte sono intorno a voi e soprattutto vi domanderete perché le vedete!
Di solito capita a pochi fortunati, se lo sono davvero, di vedere e parlare con i morti; non possono farlo tutti. Ma dopo l’Evento, una forte esplosione che ha causato migliaia di morti sì, tutti vedono i cari persi o persone che sono di epoche passate, forse perché il velo tra il nostro mondo e il loro mondo si è assottigliato.
Discorso delicato quello sulla morte e sull’aldilà perché molti non credono, pensando siano solo immagini di ricordi o allucinazioni, perché non vogliono soffrire più di quello che hanno sofferto, o semplicemente perché non ritengono possa accadere nulla di simile; altri hanno paura e alzano un muro, con la speranza di non vederli più; altri ancora sono affascinati e desiderano capire perché i cosiddetti fantasmi esistono e vagano nel nostro mondo.
Sono legati ai ricordi dei vivi che trattengono un pezzo di quello che era la persona persa? Oppure si tratta di un’altra dimensione con la quale si può interagire dopo un grande squarcio all’equilibrio della vita causato da un evento di proporzioni disastrose?
Ma cosa sono? Redivivi?
Ma in quel caso tornerebbero in vita e potrebbero toccare ed essere toccati, e riuscirebbero a distorcere la normale quotidianetà in modo palpabile. Zombi?
Ma avrebbero le caratteristiche di un morto vivente che si trascina provocando solo terrore. Allora cosa sono?
Presenze eteree che comunicano senza parlare perché non possono farlo. Ma si devono osservare bene perché vogliono dire qualcosa che salverà da un pericolo imminente chi comprende il loro linguaggio fatto di sguardi o comportamenti diversi dal solito. Sei ancora qui è un thriller con note soprannaturali decisamente coinvolgente, che emoziona soprattutto menti empatiche che si identificano in situazioni simili.
Commuove nella descrizione di presenze che volevano continuare a vivere ma che sono state travolte da tremendi accadimenti che hanno troncato la loro vita.
Il lettore è completamente attratto dalle pagine del libro che lo proiettano in mezzo ai protagonisti riuscendo a vedere i personaggi descritti come se fosse lì con loro, facendolo rabbrividire quando le presenze cercano di far capire cosa hanno da dire fissando la protagonistaperché è come se fissassero il lettore!
VeronicaKirk e Janine, tre tipologie di ragazzi che si incontrerebbero anche nella realtà, ognuno con una diversa reazione al fenomeno che sta sconvolgendo la città.
I personaggi sono mossi in modo perfetto e trascinano il lettore nella storia.
Un oscuro segreto si nasconde dietro una faccia amica e alcune presenze cercano di avvisare i vivi del pericolo!
Riusciranno a bloccare la morte?
Buona lettura!



Daniel Waters


Daniel Waters ha scritto diversi libri per ragazzi. Attualmente vive con la famiglia in Connecticut.

A cura di Marianna Di Felice







Recensione scritta per www.thrillernord.it

mercoledì 31 ottobre 2018

Letture di Halloween




Suggerimenti di lettura per Halloween



Tutti i racconti del mistero, dell'incubo e del terrore
Edgar Allan Poe

"Non c'è racconto degno di questo nome se dalla prima parola non suscita l'interesse del lettore che deve giungere all'ultima riga per comprendere la soluzione finale", scriveva Baudelaire. Tutte le opere di Poe presenti in questa raccolta possiedono una simile caratteristica. Il lettore che, anche solo per caso, si lasci attirare dalla prima parola, non può più tirarsi indietro ed è costretto a proseguire. In questo volume è raccolta la migliore produzione di Poe, da "Ligeia" a "La mascherata della morte rossa", da "I delitti della via morgue" a "Lo scarabeo d'oro". Nei suoi racconti l'analisi e il ragionamento si fondono con l'immaginazione visionaria, creando capolavori indimenticabili nei quali il macabro s'allea col delitto, l'incubo con la follia, l'amore con la morte.




Undead. Gli immortali
Dacre Stoker - Ian Holt

Inghilterra, inizio '900. Da alcune morti violente di giovani donne, il gruppo di cacciatori di vampiri che aveva sconfitto Dracula nell'opera di Bram Stoker, intuisce che il famigerato conte non è affatto morto, ma è tornato a colpire. Del gruppo di "eroi", che dopo l'impresa hanno preso le distanze l'uno dall'altro, forse per dimenticare e rifarsi una vita, fanno parte un avvocato londinese, Jonathan Harker, sua moglie Mina, e altri tre personaggi: un ricco londinese e due medici. Ma il vampiro che lascia la sua scia di morte per le strade di Londra non è Dracula, bensì la bellissima contessa ungherese Elisabetta Bathory. È lei, capelli corvini, pelle bianchissima, capace di trasformarsi prendendo fattezze diverse e spesso palesandosi come nebbia che avvolge tutto, la responsabile degli omicidi. Non solo, ma è anche decisa a eliminare quelli che, venticinque anni prima, hanno deciso di togliere di mezzo Dracula.




Le terrificanti storie del vascello nero
Chris Priestley
Ethan e Cathy vivono con il padre all'Old Inn, una vecchia locanda arroccata su un'alta scogliera a picco sul mare. Una sera una misteriosa malattia colpisce i due bambini, che cominciano a urlare per il dolore. Il padre allora esce di casa per andare a cercare un medico. Fuori imperversa una violenta bufera, il mare è in tempesta e la furia del vento scuote le finestre e fa scricchiolare le pareti della locanda. All'improvviso bussano alla porta. È il giovane marinaio Jonah Thackeray che chiede ospitalità. In cambio si offre di raccontare ai bambini storie paurose ed emozionanti, apprese nei suoi lunghi anni di navigazione. Ma c'è qualcosa di molto strano in questo visitatore, e il piccolo Ethan comincia a essere un po' inquieto, sia perché le storie sono davvero ferriti canti, sia perché malgrado siano passate diver se ore il padre non fa ancora ritorno...




Il vampiro di Blackwood. Le cronache dei vampiri
Anne Rice


Benvenuti a Blackwood Farm: svettanti colonne bianche, saloni senza fine, giardini inondati di sole e l'oscura, densa striscia di una palude maledetta... È il mondo di Quinn Blackwood, eccentrico e affascinante giovane tormentato, sin dagli anni dell'infanzia, da un inquietante doppio, Goblin, uno spirito malvagio che a tratti s'impadronisce di lui. Finché una notte, mentre Quinn vaga fra quelle acque limacciose illuminate dalla pallida luce della luna, ha un incontro drammatico che porrà presto fine alla sua vita terrena, segnando l'inizio della sua esistenza come vampiro. E da quando, suo malgrado, riceve il Dono del Sangue, perdendo ogni cosa in cambio di un'indesiderata immortalità, Goblin assume su di lui un controllo terrificante... In una disperata corsa avanti e indietro nel tempo, dagli anni in cui era bambino al presente di New Orleans, dall'antica Atene alla Napoli del XIX secolo, Quinn si mette alla ricerca del vampiro Lestat, l'unico che, forse, potrebbe liberarlo dallo spettro che sembra volerlo risucchiare nella nera palude e nei suoi terribili segreti...




Le notti di Salem
Stephen King

Una casa abbandonata, un paesino sperduto, vampiri assetati di sangue. Quando il giovane Stephen King decise di trapiantare Bram Stoker nel New England sapeva che la sua idea, nonostante le apparenze, era buona, ma forse neanche la sua fervida immaginazione avrebbe saputo dire quanto. Era il 1975 e, da allora, il racconto dell'avvento del Male a Jerusalem's Lot, meglio conosciuta come 'salem's Lot, non ha mai cessato di terrorizzare milioni di lettori, consacrando il suo autore come maestro dell'horror.

P.s. c’è anche l’edizione illustrata



La casa stregata e altri racconti
Howard P. Lovecraft


Il racconto "La casa stregata" venne ispirato a Lovecraft da una casa realmente esistente a Providence, da lui definita "maledetta o nutrita di cadaveri". Il tema di antichi orrori che si risvegliano, di misteriose auree demoniache, la suspense e il senso di oppressione soprannaturale trasmessi da queste pagine si incontrano anche nel celebre "L'orrore a Red Hook", molto citato dagli appassionati di Lovecraft che sostengono l'ipotesi che lo scrittore fosse un affiliato di una setta occulta, vista la precisione con cui riporta alcune formule usate durante rituali esoterici. Con "L'orrore di Dunwich" entriamo in un altro mondo, in quell'universo alieno inaugurato dalla figura di Cthulhu che lo scrittore svilupperà in una serie di famose raccolte. Ne "I sogni nella casa stregata" Lovecraft introduce un'intuizione che influenzerà molti scrittori di fantasy suoi contemporanei: l'orrore non proviene solo dallo spazio infinito, ma anche dall'infinità di universi paralleli al nostro. Creatore e caposcuola incontestato del filone dell'orrore soprannaturale, Lovecraft fa risalire le radici della sua narrativa alle angosce e agli incubi più oscuri dell'animo umano.



Il bizzarro museo degli orrori
Dan Rhodes
In un paesino sperduto nel cuore di una sperduta regione, c'è un museo davvero strano: ogni notte, in una stanza buia al piano terra, succede qualcosa di molto, molto inquietante... Che fine fanno tutti i visitatori? E perché, nonostante i rumori, il vecchio custode continua a dormire tranquillo al piano di sopra, svegliandosi solo per ingoiare i ragni che gli camminano sul braccio? E chi è Ernst Fröhlicher, l'enigmatico dottore appena arrivato in paese con il suo inseparabile Labrador nero? Tra presenze sinistre, triangoli d'amore, suicidi, cannibalismo, personaggi grotteschi e situazioni al limite dell'assurdo, mostri e mostriciattoli.


martedì 30 ottobre 2018

La casa del diavolo: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it








Autore: Nicola Rocca

Editore: Enneerre
Genere: Thriller
Pagine: 227
Anno di pubblicazione: 2018







Sinossi.  Entrò in casa e si chiuse la porta alle spalle.
Fu aggredito da un ricordo. Il viso cinereo di Sofia, l’ultima volta che l’aveva vista.
Prima di murarne il cadavere.
L’uomo sentì la rabbia montargli dentro, come un vortice impazzito.
“Eccomi, lurido bastardo!” gridò. “Sono tornato!”
L’eco delle parole rimbombò nel soggiorno.
“Tutti i nodi vengono al pettine. È solo questione di tempo.”
L’uomo si guardò attorno, studiando la prossima mossa.
“E ora quel tempo è arrivato.”
Ancora un passo, in quella casa sconosciuta. Sotto la pelle l’onnipotenza di chi non ha più niente da perdere.
“Sono tornato” ripeté. “E sono qui per ucciderti!”
C’è qualcosa di strano nella casa del vecchio Ardemagni.
Quella villetta è la tana del demonio?
Ardemagni se la dà a gambe, facendosi ricoverare in una clinica psichiatrica.
Meglio pazzo che posseduto!
L’abitazione viene acquistata da una coppia di coniugi.
Tutto tranquillo, per qualche tempo.
Quando la donna viene ritrovata morta, però, le parole del vecchio tornano a galla, risuonando nella testa dell’unico indagato: il marito della vittima.
“I veri pazzi sono fuori”
Alda Merini


Recensione

La casa del diavolo è un grande thriller, perché fa rimanere il lettore sulle spine fino all’ultimo, proprio come deve fare un thriller, che stimola il lettore e gli dà un senso di inquietudine che rimane finché la nebbia si dirada e la soluzione diventa palese davanti ai suoi occhi. Per far questo, l’autore divide il romanzo in brevi capitoli che hanno il compito di non abbassare l’attenzione del lettore, pur riportando tutti i particolari utili al ragionamento.
La casa del diavolo è un thriller psicologico, perché segue da vicino le sensazioni dei due personaggi principali, che sono ignare pedine di un gioco subdolo. Segue le loro paure, i loro ragionamenti che cercano di essere razionali mantenendo una certa lucidità, per timore di sconfinare nel sovrannaturale, perché chi parla di quell’argomento viene considerato un pazzo. Solo perché la società è diventata così fredda da non credere più in quello che non può vedere o perché molta gente ha talmente paura di ciò che non conosce da sistemare l’ignoto nel silenzio, per evitare che esso possa influire nella vita di ognuno! Chi ci crede e ne parla, come il signor Ardemagni, viene considerato un fuori di senno e viene rinchiuso.
Nella vecchia casa Ardemagni succedono cose strane, verificate solo da chi vi abita, non ci sono altri testimoni; quindi, da una visione esterna, si potrebbe intuire che Luciano Ardemagni, che ha una certa età, possa avere problemi senili. Effettivamente l’autore è talmente bravo che fa confondere il lettore facendolo cadere in una trappola di dubbi. E per essere più sicuro di non far trovare al lettore una semplice soluzione, complica la situazione mettendo in una condizione impossibile un altro personaggio, Paolo Nobili.
A questo punto il lettore fa uno stop e torna indietro riflettendo sulle informazioni che ha. Nell’ombra si nasconde il risultato di qualcosa di orrendo, che racchiude un misto di odio interiore ̶ che porta a concludere tragicamente la ricerca di amore ̶ condito da una esaltante schizofrenia che distrugge la vita e la mente dei malcapitati. Il thriller si tinge anche di giallo, perché i delitti e i personaggi attorno a essi sono raccontati in modo esauriente.
L’autore, inoltre, lascia in sospeso dei pensieri che vengono ripresi nel capitolo successivo o dopo qualche capitolo, e questo accresce la suspense perché è come se il lettore cercasse di afferrare qualcosa, ma senza riuscire ad avere la chiarezza di cosa sia fino al dissolversi della nebbia. La fine del libro, che arriva troppo presto, perché il libro si divora, è diversa da molti altri finali e per questo si apprezza anche di più visto che, di solito, si leggono finali triti e rivisitati.
Complimenti all’autore e buona lettura!



Nicola Rocca (Scheda Autore)


Nicola Rocca nasce a Bergamo il 23 settembre 1982 e vive a Carvico. Nel dicembre del 2013 esordisce nel mondo della narrativa con “FRAMMENTI DI FOLLIA” (Editrice GDS), un’antologia di racconti thriller/noir (finalista al Premio Giuseppe Matarazzo 2013). Nell’estate del 2014 pubblica “CHI ERA MIO PADRE?” (Silele Edizioni), il suo primo romanzo thriller, che nel gennaio del 2015 scala le classifiche di Amazon, rimanendo in vetta per più di tre settimane. A quel punto decide di provare la strada del self-publishing, pubblicando alcuni brevi racconti esclusivamente in formato digitale (Cold Case; L’unica soluzione possibile; Un ragazzo sveglio, Un impellente bisogno). Soddisfatto, sceglie di continuare sulla strada del self anche per LA MORTE HA L’ORO IN BOCCA, il suo secondo romanzo. DUE GOCCE D’ACQUA è il suo terzo romanzo.

A cura di Marianna Di Felice





Recensione scritta per www.thrillernord.it

sabato 20 ottobre 2018

Lo sconosciuto: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it












Autore: Rachel Lee

Traduzione: Mirco Caniglia
Editore: HarperCollins Italia
Genere: Thriller
Pagine: 249
Anno di pubblicazione: 2018






Sinossi. Chi minaccia la famiglia Tate? È forse lo sconosciuto da poco giunto in città che dice di voler scrivere un libro sulla guerra del Vietnam e che vive accampato nella vecchia miniera abbandonata? Il clima di tensione cresce a mano a mano che gli atti intimidatori si fanno più sottilmente crudeli, complicato dall’attrazione nata nel frattempo tra l’uomo e la figlia di Tate. Il buonsenso dice alla ragazza che è impossibile fidarsi di lui, ma il suo cuore e i suoi sensi non sembrano intenzionati ad ascoltar ragioni…


Recensione

Questo thriller è diverso dai soliti, perché si tinge di rosa languido o di rosso passione quando viene descritto l’acceso desiderio tra due protagonisti, e considerando che di solito il thriller è freddo perché si parla di efferati delitti e mostri assassini, in questo caso il lettore che desidera un colore differente dall’esclusivo nero lo può trovare.
Non che qui manchino il folle omicida e le indagini di polizia. Leggendo l’estratto del libro su vari siti si rimane rapiti sia dal prologo che dalle prime pagine, e nella mente si insinua la voglia, difficile da eliminare, di leggere il thriller in questione. Si rimane rapiti soprattutto dal mistero e dalla percezione che qualcuno entri in case altrui e dall’immagine di uno sconosciuto che vive in un villaggio fantasma.
Andando avanti con la lettura la suspense, salita grazie a dei passaggi pregni di trepidazione, si scioglie nei momenti in cui la descrizione passa a essere erotica o romantica. Ci sono dei saliscendi nella trama, che impegna i personaggi, tra tensione di essere osservati da chi vuole far loro del male e il batticuore provocato da certe carezze ardite.
La figura di Abel è ben costruita, perché è un uomo ombroso e introverso che è prigioniero del proprio lavoro, ma poi diventa un po’dolce. Non che un uomo non possa e non debba esserlo, soprattutto un uomo che lavora come infiltrato ed è stato nelle forze speciali, ma uno provato da anni di lavoro duro e da una vita difficile forse impiega un po’ di più ad aprirsi. Sono un po’ ripetitivi i dubbi dei due personaggi principali, Abel e Janet, ma dopo aver avuto una vita privata non troppo facile possono risultare normali, umani. Ènormale che si ascoltino gli istinti, ma che poi arrivi la ragione a frenare sia Abel che Janet, che non vogliono compiere nuovi errori.
La base della trama deriva dalla guerra in Vietnam, perché da questa il protagonista, Abel, si muove cercando risposte sulla sorte del padre quando era in quelle terre con altri compagni d’armi. In questo modo viene trattato anche il tema del periodo difficile che hanno dovuto affrontare molti militari americani, e dalle poche righe scritte si evince la paura, le complicazioni, gli errori, l’inaffidabilità di alcuni e la sofferenza subita in quella inutile guerra da militari che poi sono tornati trasformati in patria.
Lscrittura è semplice e scorrevole e la trama è coinvolgente sia nella parte thriller, in cui la trepidazione dei protagonisti si può palpare quando sono osservati da occhi nell’ombra che non si riescono a localizzare, sia nella parte erotica, in cui gli impulsi di Abel e Janet esplodono.
Fa da cornice lo stato del Wyoming che tra boschi, montagne, aree minerarie ormai dismesse e zone una volta occupate dai nativi americani affascina la mente del lettore che arricchisce con nuove immagini la lettura del romanzo.



Rachel Lee (Scheda Autore)


Rachel Lee. Autrice best seller del New York Times e vincitrice del Six Romantic Timesmagazine Reviewers’ Choice Awards, cinque volte finalista al Romance Writers of America’s RITA Award. Vive a Tampa, Florida.


A cura di Marianna Di Felice




Recensione scritta per www.thrillernord.it

sabato 6 ottobre 2018

Il giorno perfetto per un delitto: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it









Autore: Barbara Sessini

Editore: Newton Compton
Genere: Thriller
Pagine: 384
Anno di pubblicazione: 2018


Sinossi. Quando la violinista Ines Salis viene raggiunta da un proiettile in pieno viso, nessuno sa spiegarsi cosa ci facesse in quella strada deserta di Alarcò, nella costa sud della Sardegna. Il caso va risolto in fretta, perché la fama della località turistica è minata da alcuni eventi accaduti nelle ultime settimane. Tra questi, l’arresto per traffico di cocaina di Oscar Berti, la cui innocenza Ines stava cercando di dimostrare, e l’omicidio di un notabile del paese. Sulle vicende indaga la squadra del commissario Diana e, senza spostarsi da Torino, anche l’annoiato commissario Rossini, che tenta ufficiosamente di capire se il ragazzo, che era stato suo consulente, non sia stato vittima di ritorsioni per un vecchio caso. Quando si tratta di traffici illeciti, infatti, i muri crollano e le distanze si accorciano, comprese quelle tra Sardegna e Piemonte. Ma sono davvero la droga e l’arresto di Oscar Berti le cause del destino di Ines Salis?



Recensione

La smania di potere e di ricchezza è come un serpente che si morde la coda, e se questo potere viene ricaricato diviene immenso. Ma il potere fa litigare gli uomini di malaffare perché il comando è agognato da tutti ma non può essere diviso tra tanti, visto che chi lo detiene vorrebbe imporsi sugli altri!
Tra ricatti e traffici illeciti, misteriosi spagnoli hanno in pugno il paese di Alarcò, in Sardegna, e un gruppo di amici che si riunisce lì per le vacanze si ritrova invischiato in una brutta faccenda.
Gli spagnoli hanno comandato per secoli nella bellissima isola di Sardegna lasciando gli strascichi di un sistema feudale, di un’alta criminalità e di un governo caratterizzato da negligenza e corruzione, e ora una misteriosa famiglia spagnola vuole di nuovo comandare con azioni illegali per estendere il proprio potere anche nell’isola, nascondendosi in un’attività legale solo all’apparenza… Cosa succedeva lì dentro?
Ci sono già gli autoctoni che agiscono alla stessa maniera e che hanno un loro traffico. Ma chi nasce con la convinzione che può tutto con soldi ed estorsioni non si ferma davanti alla concorrenza, anzi la aiuta a proprio vantaggio.
Nel mezzo di questi commerci forzati e illeciti il gruppo di amici cerca con ogni mezzo di venire a capo di una situazione intricata venutasi a creare per colpa delle lotte tra rivali, dove qualcuno ha deciso di scaricare la colpa su un normale cittadino.
Certa gente non pensa di dare guai a degli innocenti, pensa solo a uscirne fuori in maniera pulita! Valido sarà l’aiuto del commissario Diana che, anche se in pensione, è sempre pronto a investigare e lucido.
Il giorno perfetto per un delitto è un thriller decisamente avvincente fino alla fine. L’autrice riesce a descrivere in modo piacevole l’intreccio che si viene a creare attraverso un romanzo che espone i fatti senza saltare passaggi e mantenendo una lettura decisamente scorrevole.
La semplicità dei personaggi, i buoni, li rende reali, come se si potessero incontrare per le strade di paese. Semplici e con i loro problemi , ma anche acuti e uniti nei momenti di difficoltà. I cattivi provocano nel lettore una sorta di antipatia rabbiosa che si riversa in special modo nei confronti di Maria, visto il carattere superbo di colei che tiene in pugno tutti. Forse, a un certo punto, il lettore spera in un’altra fine per lei.
Impressionante la trama che si dipana agli occhi del lettore, che inizia, dalla metà in poi, a ragionare sugli agganci costruiti dagli spagnoli con i locali, costruendo uno schema mentale che collega i vari delinquenti. Il colpo di proiettile che raggiunge Ines arriva come un fulmine a ciel sereno e il lettore deve collegare anche questo fatto al resto della ragnatela per riuscire a capire i piani del ragno. Chi è troppo presuntuoso da ritenere che tutti cadranno ai suoi piedi si ricrederà, perché anche dalle sabbie mobili create ad arte si può uscire, con un aiuto.




Barbara Sessini


Barbara Sessini è nata a Iglesias nel 1978. Si è laureata in filosofia a Cagliari e da oltre dieci anni vive a Torino. È giornalista professionista e ha collaborato con diverse testate. Attualmente si occupa di fisco e diritto per un quotidiano specializzato nell’informazione giuridico-economica. Dopo Un posto tranquillo per un delitto, torna a pubblicare con la Newton Compton con Il giorno perfetto per un delitto.

A cura di Marianna Di Felice





Recensione scritta per www.thrillernord.it

giovedì 4 ottobre 2018

La fragilità degli angeli: recensione

Recensione scritta per www.thrillernord.it







Autore: Gigi Paoli

Editore: Giunti
Genere: Thriller
Pagine: 304
Anno di pubblicazione: 2018




Sinossi.  Sono giorni di angoscia per Firenze dopo la misteriosa scomparsa di un bambino di quattro anni che stava giocando nel giardino della sua casa in collina: di lui rimane solo la piccola bicicletta grigia, appoggiata a un albero. Mano a mano che passano i giorni, le speranze di ritrovare Stefano in vita si affievoliscono, e in città si torna a respirare lo stesso terrore dei tempi del “Mostro”, il famigerato serial killer che uccideva e mutilava le coppiette appartate in campagna. Per il giornalista di cronaca giudiziaria Carlo Alberto Marchi e il suo collega della “nera”, l’Artista, sono ore di ansia e lavorofrenetico fra la redazione, i luoghi del delitto e un Palazzo di Giustizia sempre più cupo, proprio come il suo soprannome: Gotham. Un’inchiesta serrata che non dà tregua agli inquirenti, la tenace pm Simonetta Vignali, grande amica di Marchi, e il capo della Mobile Settesanti,segnato da un passato violento che non gli concede sconti. A dare una svolta alle indagini sarà l’inaspettata confessione di uno studente di psicologia: è stato lui a uccidere Stefano,per poi abbandonare il corpo sulle rive dell’Arno. Sta dicendo la verità? O si tratta solo di un mitomane? E mentre le sponde del fiume vengono batture a tappeto, un altro colpo di scena riaccende la paura. In una celebre basilica sulle oscure colline di Firenze viene ritrovata una lettera anonima che annuncia nuovi orrori: Stefano è stato il primo, ma non sarà l’ultimo… Poi, il caos si trasforma in silenzio, finché un’istituzione ribalta tutto, anche le storie personali, anche quella di Carlo Alberto Marchi che si ritrova davanti a qualcosa che mai aveva visto prima. Sullo sfondo di un malinconico autunno fiorentino, Gigi Paoli ci regala il suo libro pù toccante e intenso.

“Ogni atto in quanto atto è possibile soltanto perché abbiamo rotto i ponti col Paradiso, il cui ricordo, che avvelena le nostre ore, fa di ognuno di noi un angelo demoralizzato”
Emil Cioran


Recensione

Gli angeli sono forti, ma esistono angeli che si piegano e si spezzano alla cattiveria umana, angeli che non sono in grado di reagire alla crudeltà, sono fragili davanti a persone perfide prive di empatia che a loro volta son state spezzate dalla negazione nel ricevere un dono, forse il più importante per certi esseri umani, e per questo si trasformano in mostri.
C’era già stato un mostro a Firenze e la paura ancora non si sedava, il ricordo era vivido anche se erano passati molti anni, ma certi accadimenti potevano risvegliare il dolore di vecchie cicatrici che non sarebbero guarite mai. Purtroppo i mostri sono sempre in agguato e a cadere sono, nella maggior parte dei casi, i più deboli.
Le azioni che sono al centro della trama del romanzo sembrano essere compiute da un seriale, per questo la squadra mobile e il pm cercano di impegnarsi al massimo per trovare il mostro o i mostri che stanno sconvolgendo la città!
Anche loro sono angeli che tentano di proteggere i cittadini da persone cattive e se arrivano tardi lavorano senza sosta per far sì che i pazzi criminali che hanno compiuto atti ignobili siano assicurati alla giustizia nella quale credono fermamente! In questo romanzo c’è molta attualità, son cose successe e che succedono, per questo il lettore si fa travolgere dagli eventi raccontati fino a emozionarsi. I personaggi sono descritti molto bene e grazie a questo il lettore non fa confusione e riesce a ricordarli tutti.
Tra di essi ci sono i cattivi che agisono nell’ombra e alzano al massimo il livello di inquietudine mentre si legge; i buoni che con le loro indagini, i loro sforzi, le loro nottate sono sempre un piccolo passo dietro il mostro e danno al lettore emozioni contrastanti che vanno dalla rabbia alla trepidazione e i deboli che risvegliano l’emotività del lettore.
Oltre a essi spiccano altre due figure, due giornalisti, uno di cronaca nera, chiamato l’Artista, e uno di cronaca giudiziaria, Carlo Alberto Marchi. Proprio attraverso quest’ultimo il lettore entra nella storia e dallo stesso viene accompagnato nelle varie vicende, anche personali.
A questo personaggio ci si affeziona perché si capisce anche cosa vuol dire scrivere su un giornale, soprattutto si capisce la difficoltà nel reperire notizie anche se ormai nel palazzo di giustizia e nella questura si hanno degli amici.
Marchi è un padre e sua figlia subisce i suoi orari sconclusionati, ma è anche un bravo giornalista e una brava persona.
È più umano degli altri personaggi e il lettore si avvicina di più a lui. Il romanzo è un concentrato di suspense ed emozione che, grazie a una scrittura semplice e incisiva, dura fino alla fine, interrotto a tratti dalle battute ironiche di Marchi e dei suoi amici, che stemperano per un po’ l’inquietudine.
Quindi buona lettura!



Gigi Paoli  (Scheda Autore)


Gigi Paoli (Firenze 1971), giornalista, è stato dal 2001 e per 15 anni il responsabile della cronaca giudiziaria della redazione di Firenze del quotidiano La Nazione. Dal marzo 2016 è caposervizio della redazione di Empoli. Vive a Prato assieme alla figlia teenager, una gatta nera e tanti libri. Per Giunti sono uscite con grande successo le prime due indagini del reporter Marchi: Il rumore della pioggia (2016, Premio Mazara Opera Prima) e Il respiro delle anime (2017, Premio Tettuccio).

A cura di Marianna Di Felice






Recensione scritta per www.thrillernord.it

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