venerdì 30 gennaio 2015

I vizi capitali nelle letture: Lussuria

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Il vizio della lussuria, quello più bramato e tanto nascosto perché fa troppo peccato.
Quello che non si fa vedere davanti agli altri, ma che dietro, in forma privata, si scatena in tutte le salse.
Quello che porta anche depravazione e vizi vergognosi perché possono sconfinare dell’indecenza.
E’ il peccato, secondo la religione cattolica, che rimanda a varie sfrenatezze. 
Se non bastavano immagini nei giornaletti di bassa lega che si trovano nelle edicole, se non ci si accontenta dei ventimila programmi che non rispettano il buon costume, allora si possono sommare anche i libri che ultimamente son presenti tra gli scaffali delle librerie e da alcuni dei quali vengono fuori anche dei film!
Tempo fa c’erano dei libri, scritti amorevolmente, che rientravano nella categoria erotica, ma che in pochi filavano.
Forse troppo di nicchia (eppure son dei classici!), troppo complicato per persone che leggono libri pornografici nascosti da romanticismi pubblicitari o mascherati da modernismi eccitanti, e di cui vanno anche fieri!
Per l’editoria, che arranca ancora nella crisi, vige il motto “Basta che comprano libri”, ma in tutto ciò si perde la poesia dell’erotismo (Insieme dei modi in cui si manifesta la sessualità umana. Definizione presa dal Dizionario della Lingua Italiana, Sabatini Coletti). 
Poi se più andiamo avanti con gli anni e meno fantasie hanno le persone, tanto da farsi suggerire cosa fare da scrittrici moderne frustrate o scrittrici moderne che vogliono conquistare le masse con scritti poco curati credendo di essere le nuove Marchese de Sade, allora questo è un altro discorso!
D’altro canto qualcuno penserà, “Basta che si legge qualcosa”, si ma quel qualcosa dev’essere scelto anche con cura e non a caso o comunque non deve seguire il marketing o le scelte della massa.
Ma fino a poco tempo fa, dove cavolo erano tutti questi lettori erotici?Eh?
Forse si nascondevano per non far vedere i loro gusti sacrileghi, com’erano definiti gli stessi scrittori? Ed ora dove son finiti gli stessi bigotti che si scandalizzavano, magari, per una pubblicità meno pudica? Ora son finiti al cinema a guardare Mr. Gray!
Non c’erano assolutamente così tanti lettori, soprattutto allo scoperto, per un personaggio padrone protagonista di molti romanzi erotici degli anni addietro!
E non capisco come possano esserci ora visto che la maggior parte delle femmine aggredisce verbalmente un uomo (molti uomini non meritano trattamenti del genere) solo per averla fissata troppo a lungo (naturalmente se a lei non piace) accusandolo di violenza solo per uno sguardo (non vi sto qui a dire i fatti miei, ma sappiate che posso parlare in merito a questo argomento. Tanto per zittire chi penserà “Che ne sa lei”).
Comunque tornando al discorso libri, ci son dei classici, oltre alle sfumature e ai romanzi paranormal romance che tendono al soft (e nemmeno tanto soft) porno, che, forse, la maggior parte delle persone non ha mai sentito.
Giusto per puntare su di loro le luci della ribalta, io li ricordo in questo articolo.
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Il macellaio di Alina Reyes diventato il baluardo della letteratura erotica mondiale.
“E il macellaio che mi parlava di sesso per tutto il giorno era fatto della stessa carne, ma calda, e di volta in volta molle e dura; il macellaio aveva i suoi pezzi di prima e di seconda scelta, esigenti, avidi di bruciare la loro vita, di trasformarsi in polpa”. Un macellaio seduce una giovane studentessa, trascinandola in una morbosa e febbrile avventura erotica. La celebrazione della carne e dei sensi.

L’amante di Lady Chatterly di D. H. Lawrence, un romanzo che ha fatto scandalo.
La storia del travolgente amore tra Lady Chatterley e il suo guardiacaccia, la vittoria degli istinti naturali sulle convenzioni e le ipocrisie della società nel romanzo più famoso dello scrittore inglese che fu per anni al centro di violente polemiche.
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Histoire d’O scritto dall’autrice francese Dominique Aury sotto lo pseudonimo di Pauline Réage (svelò solo dopo 40 anni di esser stata lei a scrivere il romanzo erotico).
O per amore del suo René accetta di andare al Castello di Roissy dove sarà sottoposta alla mercé di altri uomini, dove sarà sottomessa e dominata per diventare una perfetta schiava e dove troverà la felicità sperimentando ogni tipo di pratiche erotiche.

Le età di Lulù di Almudena Grandes.
Per Lulù, protagonista di questa opera prima, l’erotismo ha i caratteri di un’ossessione, di una condanna da scontare, di un richiamo che la spinge a sperimentare le estreme, più offensive forme di trasgressione: conseguenza paradossale di una prima, violenta e tenera esperienza avuta a quindici anni con Pablo, amico di famiglia di dodici anni più vecchio di lei, e del rapporto che i due hanno coltivato nella lontananza e nel desiderio fino a ritrovarsi e a sposarsi. Ma è un rapporto fondato sulla pratica del libertinaggio. La prossima età di Lulù sarà quella della fuga da Pablo e del tentativo di costruire un’esistenza autonoma: rimane però, irresistibile, l’attrazione per la sessualità più torbida e sfrenata, incarnata nella intensa figura di Ely.
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Justine ovvero le disgrazie della virtù del Conte Donatien Alphonse François de Sade, conosciuto come Marchese de Sade. Filosofo, scrittore, poeta, politico rivoluzionario francese, difensore del libertinismo estremo. Da lui ha origine il termine sadismo, le cui pratiche venivano riportate nei suoi romanzi.
Specchio di virtù e di devozione religiosa, Justine racconta alla sorella Juliette, dopo una lunga separazione, le proprie disavventure. La narrazione si trasforma in un vertiginoso viaggio tra frati licenziosi, impenitenti falsari, losche mezzane, aristocratici viziosi: un percorso iniziatico attraverso l’esperienza del libertinaggio, che si snoda circolarmente in discorsi, classificazioni ed enumerazioni. Pubblicato anonimo nel 1791 e subito dichiarato fuorilegge, Justine fu sottratto all’oblio cui lo destinava l”‘inferno” della Biblioteca Nazionale di Parigi negli anni Trenta e consegnato alla tradizione letteraria del Novecento.

Fanny Hill. Memorie di una donna di piacere di Cleland John.
Questo romanzo risale alla metà del Settecento e per la sua indecente trama è considerato un romanzo pornografico.
Fanny è un incantevole, spontaneo, allegro e positivo personaggio femminile. Alla sua esplicita e incondizionata celebrazione delle gioie del sesso e della sessualità, resta estranea la vena dissacrante, perversa e distruttiva della tradizione francese libertina che sarebbe culminata alla fine del secolo nei romanzi del Marchese de Sade. Soprattutto il suo personaggio contrasta con il mito della “Pamela” di Richardson; donna che acquisisce felicità e rispettabilità sottraendosi al desiderio maschile e celebra il rito della donna passionale.

Questi sono alcuni dei tanti classici del genere considerato erotico riguardo i quali io ho riportato il titolo e la trama, che per le epoche in cui sono stati scritti, hanno dato scandalo e per certi versi continuano ancora a dare scandalo per le pratiche lussuriose che i protagonisti adorano.
Perseguitati fino alla fine.
Oggi invece basta pubblicizzare con un trailer azzeccato, un Mr. Gray qualunque per uscire allo scoperto, non tanto con le immagini che le lettrici han creato nella testa mentre leggevano il libro (immagino come son rimaste contente soprattutto se son bigotte nella vita pubblica) che non dovrebbero esser riproposte nel film (bloccano a quanto pare delle scene riportate nel libro e scelgono di far vedere scene soft) ma per i video che cantanti come Dakota Johnson prendono come esempi. Per la serie ora va di moda il sado? Sfruttiamolo e appendiamoci tipo salami impacchettati con corde!
Questo non è libertinaggio o essere libertini come lo erano il Marchese de Sade o altri personaggi (soprattutto francesi), ma seguire le mode imposte che comandano di andare dietro a certi modelli anche sessuali.
Le masse son masochiste, già lo sapevamo.
E…De gustibus non est disputandum.
Ho scelto le immagini di Milo Manara per l’articolo, perché è il fumettista erotico per eccellenza.


Articolo scritto per iltempolastoria.it

http://www.iltempolastoria.it/rubriche/libri-in-viaggio/i-vizi-capitali-nelle-letture-lussuria/

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