venerdì 4 luglio 2014

Ci lascia anche Faletti.


Giorgio Faletti 63 anni, è morto oggi a Torino.
Pare fosse malato da tempo.
Era un torrente in piena che non poteva rimanere chiuso in uno studio legale, dopo la conseguita laurea in Giurisprudenza. 
Cominciò il suo cabaret al Derby di Milano, locale storico che ha visto la nascita di molti artisti, come Diego Abantantuono, Teo Teocoli, Massimo Boldi, Francesco Salvi ed altri, proprio nel periodo durante il quale fioriva la comicità di Faletti.
Debuttò in televisione con "Pronto Raffaella" e in seguito, nel 1985 fu lanciato dal mitico programma "Drive In". 
Dal Testimone di Bagnacavallo a Carlino e il suo giumbotto, dal Cabarettista Mascherato a Vito Catozzo.
Successivamente fu preso nel programma Emilio con  Zuzzurro e Gaspare.
Collabora nello scrivere i testi di Gigi Sabani ed Enrico Beruschi , partecipa a Fantastico 90 e si avvicina alla musica in seguito ad un'operazione che lo costringe all'immobilità per qualche mese.



Partecipò a Sanremo nel 1994, con Signor Tenente, denuncia contro le stragi di mafia.


Forse possiamo cambiarla ma è l'unica che c'è
Questa vita di stracci e sorrisi e di mezze parole
Forse cent'anni o duecento è un attimo che va
Fosse di un attimo appena
Sarebbe con me tutti vestiti di vento ad inseguirci nel sole
Tutti aggrappati ad un filo e non sappiamo dove
Minchia signor tenente che siamo usciti dalla centrale
Ed in costante contatto radio
Abbiamo preso la provinciale
Ed al chilometro 41 presso la casa cantoniera
Nascosto bene la nostra auto c'asse vedesse che non c'era
E abbiam montato l'autovelox e fatto multe senza pietà
A chi passava sopra i 50 fossero pure i 50 di età
E preso uno senza patente
Minchia signor tenente faceva un caldo che se bruciava
La provinciale sembrava un forno
C'era l'asfalto che tremolava e che sbiadivo tutto lo sfondo
Ed è così tutti sudati che abbiam saputo di quel fattaccio
Di quei ragazzi morti ammazzati
Gettati in aria come uno straccio caduti a terra come persone
Che han fatto a pezzi con l'esplosivo
Che se non serve per cose buone
Può diventar così cattivo che dopo quasi non resta niente
Minchia signor tenente e siamo qui con queste divise
Che tante volte ci vanno strette
Specie da quando sono derise da un umorismo di barzellette
E siamo stanchi di sopportare quel che succede in questo paese
Dove ci tocca farci ammazzare per poco più di un milione al mese
E c'è una cosa qui nella gola, una che proprio non ci va giù
E farla scendere è una parola, se chi ci ammazza prende di più
Di quel che prende la brava gente
Minchia signor tenente lo so che parlo col comandante
Ma quanto tempo dovrà passare per star seduto su una volante
La voce in radio ci fa tremare, che di coraggio ne abbiamo tanto
Ma qui diventa sempre più dura quanto ci tocca fare i conti
Con il coraggio della paura, e questo è quel che succede adesso
Che poi se c'è una chiamata urgente se prende su e ci si va lo stesso
E scusi tanto se non è niente
Minchia signor tenente per cui se pensa che c'ho vent'anni
Credo che proprio non mi dà torto
Se riesce a mettersi nei miei panni magari non mi farà rapporto
E glielo dico sinceramente
Minchia signor tenente



Davvero vero poliedrico qual era, inizia a scrivere dei libri. Nel 2002 esce Io uccido, che vende numerose copie grazie alla campagna mediatica che accompagnava sempre ogni suo libro (e non solo i suoi)!
Jeffery Deaver, scrittore di thriller, lo ha definito cos': "Uno come Faletti dalle mie parti si definisce 'larger than life', uno che diventerà leggenda" che poi detto dall'autore statunitense che, a quanto pare, non ne azzecca una nei suoi nuovi libri (perché pecca della sua qualità iniziale), è tutto detto.
Come scrittore è super criticato, perché non  si può assolutamente definire leggenda!Nemmeno ora che riposa in pace!

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