giovedì 17 aprile 2014

Dov'è finita la poesia?




«
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.» 

L'Infinito di Giacomo Leopardi.

L'infinito dato dagli elementi naturali circonda il poeta e incornicia il pensiero che ha di quella lei, nel gioco brioso che la sua mente crea. (che può sembrar solitaria, ad uno sprovveduto, ma non è) 



Dov'è finita la poesia? Perché non si parla più di poeti?
Perché è stata accantonata in un angolo buio?
Perché forse è la creazione di un messaggio che pochi possono comunicare! E, similmente, pochi possono capire!
Per questo possiamo ricordare Dante (non basta imparare a memoria dei versi!), Leopardi (che hanno scambiato per un disperato depresso, invece era un romantico!), Carducci, Quasimodo, Ungaretti, Rimbaud, Baudelaire, Verlaine (e nemmeno capiscono il significato della loro sofferenza e del loro sfogo!), Pablo Neruda, Gabriel Garcia Marquez, Jorge Luis Borges, Bukowsky, Kahlil Gibran, Federico Garcia Lorca, Alda Merini, Pier Paolo Pasolini, Jacques Prévert, e moltissimi altri!
Forse è rimasto ben poco di pulsante dentro l'anima, per questo la stessa non riesce a creare. Ciò che di creativo può esistere, viene represso e spinto nel fondo, nel profondo oblio dell'anima.
Si lascia spazio alla fredda creatività, che non è la stessa cosa. Questa è la creatività che emula, che cerca di sbaragliare quella del fanciullo che i veri creatori hanno dentro, che invidia, che col suo orgoglio pugnala il vero creativo!
Ecco cosa va avanti oggi!
Per questo molti creativi che vogliono esprimere poeticamente le loro sensazioni, le loro emozioni, rinunciano per non essere feriti, perché scrivere poesie significa esprimere ciò che si ha dentro, mettersi a nudo!
Ricordo quando scrivevo il diario, non annotavo idiozie comuni del tipo “Oggi ho fatto...”, “Ho visto il tipo che mi piace...”, per favore, proprio no!
Le pagine erano piene di disegni o poesie, in rima e non, oppure di racconti!
Esprimevo così le mie gioie, le mie pene, le mie delusioni e qualsiasi altra emozione.
In questo modo urlavo il mio dolore oppure sfogavo il mio disappunto, ma tutto ciò era chiaro solo ed unicamente alle anime affini, simili alla mia!Altrimenti veniva preso come uno sfogo giovanile privo di significato ed accompagnato dalla classica frase: “Passerà. Sta crescendo!”.
Ma cosa? Che dite? Le emozioni passano per caso?... Solo se le spegnete e molti hanno scelto questa via e fingono solo di provarle!
Una cosa la provano, invidia nei confronti di chi non ha mai abbandonato l'anima fanciullina ed anzi, l'ha coltivata!
La poesia è pura e viene dall'anima, io consiglio di continuare a coltivare quest'anima, e a chi l'ha abbandonata, consiglio di riprenderla, è solo arrugginita, a causa degli anni di prigionia, ma non se n'è andata!
Solo in alcuni casi, ormai è tardi ed irrecuperabile!
Esprimetevi senza paura. Non siete più deboli se esternate i vostri sentimenti, le vostre sensazioni, ma più forti!!!

Trecento pagine bianche 
che macchierò con i miei pensieri
anche con quelli più cupi, più neri
finanche le mie membra stanche
non decidano di sognare fate, streghe, armigeri e arcieri.

Questa era una delle tante poesie che riempivano le pagine del mio diario!

Chi vuole emulare qualcuno, almeno lo faccia bene!







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