lunedì 21 aprile 2014

Il giornalismo a fumetti: Joe Sacco




Chiunque scriva del caso Israele/Palestina, riporta delle parole programmate, manipolate e ripetute per non irritare i loro padroni e per cercare di rincoglionire ancora di più la maggior parte delle persone con la solita minestra riscaldata.
I palestinesi sono dei terroristi, punto. Gli israeliani sono le povere vittime perseguitate nei secoli dei secoli...amen!
Ma svegliatevi!!!
O almeno, evitate di scrivere fesserie se non sapete e volete farvi belli agli occhi di tutti scrivendo articoli che attireranno l'opinione (capirai che opinione!!!) pubblica...la parte ignorante però, quella che si beve le peggio idiozie che escono dalla scatola manipola menti (= la televisione, tanto per chiarire se non si capisce!).
Per fortuna esistono persone che sanno davvero come si svolgono i fatti, persone che vivono gli attacchi gratuiti degli israeliani, come gli attivisti che danno la loro vita per quel popolo martoriato e si oppongono all'innata presunzione di un popolo viscido (israeliani).
Per fortuna esistono giornalisti, fumettisti ed altre persone che urlano la verità sia per la Striscia di Gaza, sia per altre realtà!
Il libro di Joe Sacco, Palestina è un reportage della vita dei palestinesi, riportata in modo originale. Joe Sacco disegna fumetti e questo il suo giornalismo, in questo modo esprime la realtà!
Joe è nato a Malta, ha vissuto in Australia ed ha studiano negli USA e in Europa!
Ha soggiornato in Palestina per due mesi tra il 1991 2 il 1992, ha vissuto la fine della Seconda Intifada.
Lui sa che il suo giornalismo a fumetti non sarà mai sulla notizia, ma va avanti lo stesso nel suo lavoro!
Riconosce che non potrà mai essere imparziale!
Ha vissuto i soprusi e le ingiustizie che i palestinesi sono condannati a vivere da molto tempo grazie agli israeliani, dipinti da Joe con diffidenza.
Sacco ritrae i palestinesi come vincenti sul male, ma purtroppo la realtà è un'altra e i palestinesi sono spinti ai margini senza speranza di vittoria. La loro storia che dev'essere raccontata e non dimenticata è l'unica resistenza davanti all'oppressione oscura di Israele.

‘’Sono cresciuto pensando che tutti i palestinesi fossero dei terroristi: una convinzione che non veniva però dallo studio della situazione, ma solo da quello che assorbivo dai giornali. I giornali raccontavano un sacco di fatti.  Ma si possono raccontare i fatti – il sequestro di un aereo, l’ attentato a un autobus, l’ uccisione di ostaggi – senza dare il contesto di quei crimini’’.  

Così crescono tutte quelle persone che non ricercano la verità e si fidano dell'ipocrisia del giornalismo che viene definito obiettivo. Da quando la falsità è obiettiva?
Inoltre Alex Burrows che intervistò Joe Sacco per il sito web The Quietus parlò della balla del giornalismo obiettivo, scoperto da un'indagine condotta in Inghilterra dal giudice Leveson: Tabloid inglesi: nelle redazioni catena di comando come nella criminalità organizzata
(ecco il kink: http://www.lsdi.it/2012/tabloid-inglesi-nelle-redazioni-catena-di-comando-come-nella-criminalita-organizzata/)
La stampa britannica ovviamente è stata rispettata in Europa e negli Stati Uniti!
Burrows dice "E' problematico considerare vero quello che la stampa delle altre democrazie occidentali ha spacciato negli ultimi 50 anni".

‘’Uno può riportare dei fatti oggettivi, e instillare così una determinata convinzione – continua Sacco – come era capitato a me con il cosiddetto ‘giornalismo obbiettivo’: e cioè che i palestinesi erano puri e semplici terroristi. C’ è voluta un po’ di autoeducazione. Non avrei mai trovato un altro punto di vista leggendo la stampa americana’’

Capito cosa succede davvero?
Non sono sicura che potete capire perché ormai siete imbalsamati dalle cretinate lette e sentite!
Ed il "bello" è che si vede!!!

“Il problema con i giornalisti moderni – dice Sacco a Burrows -, è che veramente credono di essere obbiettivi. Credono di essere al servizio di chissà quale giornalismo da idealismo platonico. Io preferisco cercare di essere il più onesto possibile e raccogliere le informazioni il più accuratamente e onestamente possibile, ma accettando il fatto che incontrando e aiutando le persone queste finiranno per avvicinarsi a te.  Io voglio stare dentro la mia storia e voglio essere chiaro su questo meccanismo”.



Questo è giornalismo, Sacco è un giornalista, un po' particolare perché riferisce i fatti attraverso i disegni, ma quello che conta è che denuncia la realtà, in cui sono costretti a vivere i palestinesi, e riporta i fatti veri che accadono a quel popolo, perché li ha vissuti!

Prima di aprire bocca su un argomento e credere allo stesso, sarà opportuno che facciate un po' di sana ricerca, se volete fare giornalismo lo fate seriamente altrimenti potete scrivere un libro di barzellette leggendo il quale riderete solo voi!

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